Consulenze nutrizionali: la telemedicina applicata alla nutrizione.

La nostra società ha un rapporto controverso con l’alimentazione: dopo secoli di problemi legati a carestie e scarsa disponibilità, oggi la sovrabbondanza di cibo e la grande diffusione di alimenti industriali è fonte di disturbi come intolleranze alimentari, sovrappeso e obesità.

E come in epoche passate, per sconfiggere la carestia, si compivano riti propiziatori, oggi per superare la prova costume ci si affida a diete last minute che promettono miracoli, oppure si ricorre al fai da te per eliminare quegli alimenti che (probabilmente) scatenano reazioni avverse.

Nel video si promuove un concetto di dieta che non include unicamente l’alimentazione, ma lo stile di vita inteso in accezione onnicomprensiva: “non abbiamo bisogno di nuove diete, ma di nuove abitudini alimentari”, perché andiamo a proporre un servizio innovativo di educazione alla corretta alimentazione, in diretto contatto con lo specialista della nutrizione.

Guarda il video e scopri cos’è Telenutrizione!

Il sole: amico o nemico?

I benefici e i rischi dell’esposizione al sole

Ormai è noto a molti quanto i raggi solari siano benefici. Non solo per l’umore, visto che sono una sorta di antidepressivi naturali, ma anche per la prevenzione dell’osteoporosi, la cura delle patologie reumatiche o il miglioramento di malattie cutanee come la psoriasi e l’acne.

Sappiamo infatti che l’esposizione al sole stimola la sintesi della vitamina D, indispensabile non solo negli anziani o nella menopausa per migliorare il trofismo osseo, ma anche per i bambini in fase di crescita.

Dobbiamo però stare molto attenti a non abusare dell’esposizione al sole o peggio fare senza protezione solare, come capita sempre più spesso agli amanti della tintarella, che durante l’anno aggiungono anche gli effetti negativi delle lampade solari, per seguire le mode.

Ricordiamoci infatti che gli effetti diretti e immediati di un’eccessiva esposizione solare possono provocare diversi problemi cutanei, come eritema, orticaria o scottature (che però predispongono allo sviluppo del melanoma.), che sebbene reversibili possono favorire l’invecchiamento della pelle e aumentare il divario tra l’invecchiamento biologico e anagrafico, portando le persone a mostrare una età maggiore di quella reale.

Il vero problema dell’esposizione al sole riguarda però gli effetti indiretti, la cui comparsa è in genere tardiva e per questo trascurata o presa “sotto gamba”.

Si tratta infatti di patologie che a volte possono rivelarsi molto gravi, e vanno dalle macchie cutanee (oggi rimovibili grazie alla medicina estetica con laser e peeling) fino a alle cheratosi (ispessimenti della cute) e alle alterazioni della struttura del DNA (maggiore in caso di esposizioni prolungate e in assenza di protezione solare) che possono degenerare in forme maligne.

I raggi solari e la loro composizione

esposizione_al_sole_01I raggi del sole che colpiscono il nostro corpo sono formati sia da radiazioni visibili (che hanno una lunghezza d’onda tale da permetterci di vedere e illuminare la Terra) sia da radiazioni infrarosse, che sono quelle che generano calore e il piacere di esporci al sole (ma col tempo possono comportare disidratazione a causa della forte evaporazione, impedendo al corpo di avere la normale capacità di termoregolarsi, come avviene in caso di colpo di calore), sia da raggi ultravioletti, detti UVA e UVB. In realtà esistono anche gli UVC, che però grazie allo strato di ozono che protegge la terra non arrivano a colpirci.

Le radiazioni UVA e UVB sono le responsabili dell’abbronzatura ma, mentre la penetrazione degli UVB si ferma alla superficie dell’epidermide, gli UVA arrivano fino al derma, danneggiando collagene ed elastina e comportando l’insorgenza delle rughe: proprio per questo oggi molti cosmetici presentano al proprio interno una protezione soprattutto nei confronti degli UVA.

Sebbene tutti conoscano il sole per l’abbronzatura, l’eccessiva esposizione alle sue radiazioni rimane uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo dei tumori meno aggressivi, ovvero i carcinomi baso e spinocellulari, mentre per il melanoma, più aggressivo e potenzialmente mortale, i fattori di rischio sono conosciuti solo in parte, tra cui rientra la genetica e la predisposizione al cambiamento di forma dei nei cutanei.

Il sole a volte… stressa!

invecchiamento_cutaneo_testUno dei problemi più comuni legati all’esposizione ai raggi solari rimane l’invecchiamento cutaneo precoce e lo stress ossidativo, dati da un eccesso di radicali liberi su cellule e tessuti, ovvero particelle che creano ossidazione, reagendo con l’ossigeno.

Naturalmente i radicali liberi sono aumentati da varie cause tra cui ricordiamo anche cause interne all’organismo, come lo sforzo fisico intenso e protratto, la sedentarietà e numerose malattie (tra cui obesità e diabete), oppure una cattiva alimentazione che provoca queste situazioni, come un eccesso di zuccheri.

Ricordiamoci che in condizioni di buona salute, il nostro organismo riesce a prevenire il danno da radicali liberi, ma in genere, una vita stressante, l’inquinamento, il poco movimento e una alimentazione di bassa qualità o squilibrata alterano i meccanismi di riparazione.

Tutto questo porta ad un aumentato processo di invecchiamento, che avviene attraverso 4 principali fenomeni biochimici, chiamati glicazione, ossidazione, metilazione, infiammazione.

Una buona alimentazione e una buona dose di antiossidanti è molto utile a prevenire questi danni.

Stress ossidativo, radicali liberi e antiossidanti d’autunno

Radicali liberi e stress ossidativo

I radicali liberi sono agenti in grado di ossidare, cioè di sottrarre uno o più equivalenti elettroni o atomi di idrogeno, a un gran numero di molecole organiche, rendendole a loro volta reattive e compromettendone la funzione.

Si parla di ‘stress ossidativo’ quando la quantità di radicali liberi, comunque necessari al nostro organismo, diventa eccessiva: inquinamento, fumo attivo e passivo, alcol, farmaci, stress psicofisico prolungato, temperature troppo alte o troppo basse, additivi e sostanze tossiche presenti negli alimenti o sviluppate durante la cottura sono fattori importanti di incremento della quantità di radicali liberi.

Se le molecole bersaglio sono parti fondamentali della cellula, come ad esempio il DNA, i radicali liberi possono portare, in seguito ad esposizione prolungata e costante nel tempo, a mutazioni genetiche che in molti casi possono provocare conseguenze più gravi come il cancro.

Circa trent’anni fa il premio Nobel per la chimica Linus Pauling avanzò la tesi, rimasta sempre molto controversa, che una significativa supplementazione nella dieta con vitamina C fosse in grado di prevenire il cancro.

L’idea più accreditata circa il possibile meccanismo di azione antitumorale della vitamina C e di altri antiossidanti fa infatti riferimento alla capacità di queste sostanze di inattivare i radicali liberi e di prevenire quindi i danni che essi possono provocare al DNA.

Ora sembra che i benefici degli antiossidanti possano diventare alleati importanti nella lotta al cancro.

Era già stato dimostrato che le persone che mangiano molta frutta e verdura, ricche di polifenoli e antocianine, hanno un minor rischio di andare incontro a tumori, malattie cardiovascolari e neurodegenerative.

Il nesso fra il contrastare lo stress cellulare con gli antiossidanti e ridurre il volume delle masse tumorali è stato trovato dagli scienziati della Thomas Jefferson University, Philadelphia, Usa, che hanno svelato il meccanismo con cui il tumore si auto-alimenta proprio con le scorie prodotte dall’ossidazione cellulare.

In uno studio pubblicato su Cancer Biology & Therapy da Michael Lisanti, gli studiosi hanno dimostrato che la perdita di una proteina, controllata dal gene Cav1, alimenta lo stress ossidativo dei mitocondri, che sono le strutture che nella cellula si occupano di fornire energia.

Questo meccanismo si traduce in un aumento delle specie reattive dell’ossigeno, i radicali liberi, che sono il nutrimento per i tumori. Meccanicamente, le cellule tumorali inducono autofagia in fibroblasti associati al cancro attraverso la perdita di caveolin-1 (Cav-1), che è sufficiente a promuovere lo stress ossidativo in fibroblasti stromali.

Nel loro studio, i ricercatori hanno applicato un modello genetico trattabile per il cancro umano associato a fibroblasti usando un sh-RNA mirato.

Si è scoperto in questo modo come la mancanza della Cav-1 aumenti lo stress ossidativo e porti la massa tumorale a crescere di circa quattro volte.

Michael Lisanti ha affermato: “questo studio fornisce la prova genetica che ridurre lo stress ossidativo nell’organismo diminuisce la crescita del tumore“.

Misurare e gestire lo stress ossidativo

antiaging_profile_postMisurare la presenza di radicali liberi nell’organismo è molto facile: esistono test che misurano l’impatto dei fattori pro-ossidanti e quantificano il nostro stress ossidativo.

Per tenere sotto controllo il livello di radicali liberi, è importante introdurre nella nostra dieta alimenti ricchi di sostanze antiossidanti, che insieme a quelle endogene (prodotte autonomamente dal nostro organismo), sono essenziali per tenere sotto controllo il livello di stress ossidativo: ci si riferisce alla vitamina C (acido ascorbico), ai fenoli (e ai flavonoidi), ai carotenoidi, alla vitamina E e ad alcuni minerali come selenio, zinco, rame, manganese.

Così come l’autunno e il cambio di stagione presentano fattori che inducono l’aumento dello stress ossidativo, d’altra parte, proprio in questo periodo abbiamo a disposizione una grande varietà di alimenti in grado di favorire nel nostro organismo la formazione di una barriera antiossidante.

È proprio in autunno che i frutti della terra ci donano due tra i maggiori rimedi naturali per contrastare l’insorgenza dei radicali liberi: da una parte l’uva, che è ricca di sostanze antiossidanti come i tannini, presenti soprattutto nella buccia, oltre che di polifenoli e di resveratolo; dall’altra l’olio extravergine d’oliva, che oltre a contenere buone quantità di acidi grassi essenziali, ha un forte potere antiossidante grazie a polifenoli come l’oleupropeina e al contenuto di vitamine liposolubili.

Questi alimenti fondamentali dal punto di vista antiossidante sono tuttavia da assumere nelle dosi consigliate, in modo da acquisirne solo gli effetti benefici. A coadiuvare l’azione antiossidante di questi due importantissimi alimenti, intervengono anche una grande quantità di frutta e verdura di stagione come gli agrumi, i fichi, i cachi.