Regala salute: una nuova idea di dono, con il 20% di sconto a Natale!

NatrixLab ti offre la possibilità di prenderti cura dei tuoi cari mediante un gesto di affetto all’insegna del benessere e della prevenzione: abbiamo voluto chiamarlo Regala Salute.
Grazie a questa iniziativa potrai andare presso il centro Natrix più vicino a casa tua e regalare a chi vuoi uno dei test NatrixLab oppure una consulenza nutrizionale.

Come funziona Regala Salute?

Il funzionamento di Regala Salute è molto semplice, eccolo spiegato in pochi punti:

  1. Vai presso il centro Natrix più vicino a te
  2. Indica quale test o quale protocollo nutrizionale desideri regalare
  3. Lascia i tuoi dati e corrispondi l’importo del servizio
  4. Ti verrà consegnata una confezione con all’interno il voucher che consegnerai alla persona alla quale intendi fare il regalo
  5. Per usufruire del regalo è necessario andare presso lo stesso centro convenzionato e consegnare il voucher entro quattro mesi dalla data di emissione.

Dove acquistarlo?

Per usufruire di Regala Salute clicca sul bottone qui sotto: verrai indirizzato a un modulo di richiesta informazioni nel quale dovrai inserire i tuoi dati e indicare il servizio, ti indicheremo il Centro NatrixLab più vicino!

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Lo stress ossidativo: se lo conosci lo eviti!

Nel nostro organismo c’è un delicato equilibrio fra produzione endogena ed esogena di radicali liberi e il loro smaltimento: lo stress ossidativo consiste nella rottura di questo equilibrio, con una produzione eccessiva di radicali liberi non bilanciata dal potere antiossidante, ovvero dalla capacità di smaltirli.

I radicali liberi, cause dello stress ossidativo, sono atomi o raggruppamenti di atomi in grado di reagire con qualsiasi molecola di cui è costituita una cellula, con conseguenze spesso disastrose: alterazioni funzionali, alterazioni strutturali, morte cellulare.

Il danno è dovuto al fatto che i radicali liberi sono agenti molto “avidi di elettroni” e si stabilizzano, perdendo la potenziale lesività, solo quando riescono a strappare tali particelle dalle molecole con cui vengono a contatto, esplicando in tal modo la loro azione ossidante.

Quali sono i fattori che possono generare una produzione eccessiva di radicali liberi, e quindi ingenerare stress ossidativo? Come fare per quantificare lo stress ossidativo, e contrastare i suoi effetti mediante il giusto apporto di antiossidanti?

In questo video lo spieghiamo.

Invecchiamento precoce della pelle: che c’entrano gli acidi grassi?

Lo stato di salute della pelle rispecchia quello del nostro organismo, e mai come in questo caso, un modo di dire comunemente diffuso ha un fondo di verità.
Per contrastare l’invecchiamento precoce della pelle è essenziale, oltre che astenersi da fattori di rischio come l’eccessiva esposizione ai raggi UV o come il fumo di sigaretta, individuare una corretta alimentazione, soprattutto per quanto riguarda l’equilibrio degli acidi grassi delle membrane cellulari.

Infatti, così come le proteine sono i mattoni che compongono i muscoli, gli acidi grassi sono i mattoni che compongono la membrana cellulare, e il loro giusto equilibrio è fondamentale per il corretto funzionamento delle nostre cellule, incluse quelle della pelle: basti pensare che in certi casi gli acidi grassi vanno a costituire sino il 70% delle membrane cellulari.

Avere sempre la pelle secca, ad esempio, potrebbe derivare da una carenza di acidi grassi essenziali, carenza che potrebbe vanificare gli effetti dell’utilizzo di creme idratanti, e la stessa cosa vale per la pelle opaca o che inizia a mostrare le prime rughe: soprattutto in periodi come questo, nel quale, insieme alla prima abbronzatura, ci si espone al rischio di invecchiamento precoce della pelle.

Il Cell Skin Profile, oltre ad analizzare i radicali liberi e il potere antiossidante dell’organismo, va ad indagare la composizione della membrana dei globuli rossi per stabilire se quantità e qualità degli acidi grassi sono in equilibrio, e di conseguenza la nostra pelle gode di buona salute: in questo video spieghiamo come funziona e perché sarebbe opportuno eseguirlo.

Natrix raccoglie le sfide del self care a Cosmofarma 2017

Il ‘super paziente’: mostro da gestire o opportunità da cogliere?

C’è una creatura teorizzata da tempo nei libri di healthcare marketing, che entra con sempre maggiore frequenza in farmacia, e che a Cosmofarma 2017 è stata oggetto di studio e analisi: il ‘super paziente’.

Tracciamone un identikit, per riconoscerlo al volo al di là del bancone: cerca in internet informazioni sulla salute, decide autonomamente il trattamento, ha una scarsa aderenza alla terapia perché si illude di essere sufficientemente informato e se la aggiusta da sé.

Dal convegno ‘Le sfide del self care: innovazione, empowerment responsabile, supporto alla sostenibilità del sistema sanitario‘, fra le altre cose è emerso che:

  • La salute è al primo posto fra i 10 argomenti più ricercati sul web, e sono 8,4 milioni gli italiani che usano le tecnologie mobile per cercare informazioni;
  • Il 69% dei pazienti decide autonomamente il proprio trattamento;
  • L’aderenza media alla terapia è del 45,8%.

In sostanza, su 10 persone che entrano in farmacia, 7 sono seguaci del ‘ghe pensi mi in fatto di salute, e data la scarsa fiducia nel Servizio Sanitario Nazionale (gli italiani che si fidano del SSN sono il 17,3%), con buona probabilità abbiamo di fronte una persona che si è già fatta un’idea propria barcamenandosi fra fonti quasi mai affidabili.

Come comportarsi di fronte a persone che, sulla scorta di un complottismo diffuso, tendono a fidarsi poco di professionisti che, in ogni ramo dello scibile umano compresa la salute, potrebbero essere emissari di poteri più o meno occulti, quando non ingranaggi di macchine con l’unico scopo di lucrare sulla buona fede dei cittadini?

Hai voglia di fare la differenza? Fornisci risposte autorevoli con i test di laboratorio!

diagnostica_kitIl ciclo di acquisto di un cliente che entra in farmacia è composto da varie fasi, di cui la prima è l’ispirazione: in base alle informazioni che sono state acquisite su internet, sui mezzi di comunicazione di massa, o tramite il passaparola, si entra in farmacia con l’idea di aver bisogno una serie di rimedi per risolvere un determinato disturbo.

Il ruolo chiave del farmacista, a questo punto, è esplicare la propria competenza e professionalità nell’accompagnare il cliente lungo le fasi successive, che sono la formazione e il paragone.

In sintesi: il farmacista spiega al cliente l’azione del rimedio, e in base alla relazione che riesce a instaurare nel vincere la sua iniziale diffidenza e nell’ascoltarne i reali bisogni (perché siamo consapevoli della differenza fra domanda e bisogno, vero?), lo guida nella scelta del prodotto più appropriato.

È proprio in questa fase del processo che entra in scena la diagnostica: i test diagnostici di laboratorio sono lo strumento definitivo a disposizione del farmacista per acquisire autorevolezza e differenziarsi dalle altre fonti di informazione, nella misura in cui vanno a quantificare con i crismi della scientificità eventuali squilibri o carenze.

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Esempio: alla signora che chiede alimenti senza glutine perché ritiene che la facciano ingrassare e le arrechino disturbi, perché non consigliare un test per la sensibilità al glutine non celiaca, in modo da capire esattamente di quale natura sia il disturbo, quantificarlo, e individuare il corretto regime alimentare?

Altro esempio: allo sportivo che ritiene necessario assumere opercoli di Omega-3 senza sapere bene il perché, non si potrebbe consigliare un test lipidomico, che vada a misurare gli acidi grassi delle membrane cellulari allo scopo di capire di quale integratore abbia effettivamente bisogno?

Lasciamo al lettore applicare tale chiave di lettura alla numerosa casistica del proprio bagaglio di esperienza: ciò che a noi importa, qui, è sottolineare il fatto che la diagnostica apre notevoli opportunità ai professionisti della salute, ed è la chiave per valorizzare il ruolo del farmacista di fronte a una clientela diffidente e disorientata, quando non supponente.

Insomma: col ‘super paziente’, volenti o nolenti, tocca fare amicizia.

Non hai visto il nostro stand? Mettiti comodo, te lo raccontiamo.

A Cosmofarma 2017, nel proprio stand di 64 metri quadrati, Natrix ha voluto ricreare una farmacia, per mettere in scena, rappresentandolo, il ruolo della diagnostica nel lavoro quotidiano del farmacista.

Al centro il bancone; i tre lati aperti per invitare il visitatore a camminare fra scaffali dedicati alla salute della pelle, agli integratori per sportivi, ai probiotici, e così via.

Su ogni scaffale, fra scatole bianche di cartone a simboleggiare i prodotti normalmente presenti sui ripiani, i kit di prelievo Natrix correlati ai rimedi in vendita: il kit Anti Age a fianco dei prodotti dermocosmetici, quello di Biochimica Clinica a fianco dei prodotti per sportivi o per quelli inerenti alla salute cardiovascolare, quello del Benessere Intestinale in corrispondenza di integratori e probiotici, e così via.

Presenza ormai irrinunciabile in farmacia, è stato ricreato anche l’angolo per le consulenze nutrizionali, con le vetrinette con strumenti innovativi quali activity tracker, bilance impedenziometriche, smartwatch. Facendo infatti seguire al test diagnostico la consulenza nutrizionale, grazie a Natrix il farmacista può accreditarsi come soggetto titolato a prendersi cura della salute della propria clientela.

Nell’unico lato chiuso abbiamo voluto ricreare un’ideale vetrina della farmacia dei servizi: al centro un pannello retroilluminato con tutti i servizi che si potrebbero proporre in farmacia grazie alla collaborazione con Natrix, ai lati vetrine con in bella mostra il materiale di merchandising a disposizione dei nostri clienti.

In fiera abbiamo messo in scena cosa possa fare la diagnostica per la farmacia dei servizi: non hai avuto la possibilità di venirci a trovare?

Contattaci, te lo spieghiamo!

Grazie a Natrix, la farmacia si evolve a Cosmofarma 2017

Bisogni dei pazienti e punti di forza della farmacia

L’approccio alla salute di un numero sempre maggiore di persone sta cambiando: oggi non si ricorre più alla cura (e anche alla farmacia) solo quando si manifestano i disturbi, ma ci si focalizza sulla prevenzione, affiancando al tradizionale approccio del ‘recupero della salute’ quello del ‘mantenimento del benessere’.

In questo contesto la farmacia, se da un lato deve affrontare la sfida della concorrenza con nuovi canali di vendita, dall’altro ha l’opportunità di valorizzare il proprio ruolo di primo presidio sanitario affidabile e accessibile nel soddisfare i bisogni del paziente di oggi.

La presenza di Natrix a Cosmofarma 2017 ha l’obiettivo di spiegare  come valorizzare, grazie ai servizi diagnostici, i punti di forza della farmacia, ovvero:

  • Distribuzione capillare su tutto il territorio nazionale;
  • Nessuna attesa o prenotazione;
  • Professionalità e preparazione;
  • Fiducia e familiarità.

Grazie alla diagnostica Natrix, non solo farmaci ma servizi e consulenze!

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Grazie ai test diagnostici di laboratorio, il farmacista ha la possibilità di aprire un dialogo con la propria clientela e accreditarsi come consulente della salute. In particolare, un servizio diagnostico:

  • Apre il dialogo con i pazienti;
  • È propedeutico a suggerimenti e rimedi;
  • È ricorrente;
  • Innesca il passaparola;
  • È la via per capire le cause di piccoli disturbi ricorrenti;
  • Produce una forte soddisfazione e fidelizza i pazienti.

Presso lo stand Natrix, sarà possibile approfondire le sei famiglie di test diagnostici, capirne le prerogative, e scoprire come proporli in modo efficace alla clientela: è possibile prenotare un appuntamento mediante questo modulo.

 

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Il sole: amico o nemico?

I benefici e i rischi dell’esposizione al sole

Ormai è noto a molti quanto i raggi solari siano benefici. Non solo per l’umore, visto che sono una sorta di antidepressivi naturali, ma anche per la prevenzione dell’osteoporosi, la cura delle patologie reumatiche o il miglioramento di malattie cutanee come la psoriasi e l’acne.

Sappiamo infatti che l’esposizione al sole stimola la sintesi della vitamina D, indispensabile non solo negli anziani o nella menopausa per migliorare il trofismo osseo, ma anche per i bambini in fase di crescita.

Dobbiamo però stare molto attenti a non abusare dell’esposizione al sole o peggio fare senza protezione solare, come capita sempre più spesso agli amanti della tintarella, che durante l’anno aggiungono anche gli effetti negativi delle lampade solari, per seguire le mode.

Ricordiamoci infatti che gli effetti diretti e immediati di un’eccessiva esposizione solare possono provocare diversi problemi cutanei, come eritema, orticaria o scottature (che però predispongono allo sviluppo del melanoma.), che sebbene reversibili possono favorire l’invecchiamento della pelle e aumentare il divario tra l’invecchiamento biologico e anagrafico, portando le persone a mostrare una età maggiore di quella reale.

Il vero problema dell’esposizione al sole riguarda però gli effetti indiretti, la cui comparsa è in genere tardiva e per questo trascurata o presa “sotto gamba”.

Si tratta infatti di patologie che a volte possono rivelarsi molto gravi, e vanno dalle macchie cutanee (oggi rimovibili grazie alla medicina estetica con laser e peeling) fino a alle cheratosi (ispessimenti della cute) e alle alterazioni della struttura del DNA (maggiore in caso di esposizioni prolungate e in assenza di protezione solare) che possono degenerare in forme maligne.

I raggi solari e la loro composizione

esposizione_al_sole_01I raggi del sole che colpiscono il nostro corpo sono formati sia da radiazioni visibili (che hanno una lunghezza d’onda tale da permetterci di vedere e illuminare la Terra) sia da radiazioni infrarosse, che sono quelle che generano calore e il piacere di esporci al sole (ma col tempo possono comportare disidratazione a causa della forte evaporazione, impedendo al corpo di avere la normale capacità di termoregolarsi, come avviene in caso di colpo di calore), sia da raggi ultravioletti, detti UVA e UVB. In realtà esistono anche gli UVC, che però grazie allo strato di ozono che protegge la terra non arrivano a colpirci.

Le radiazioni UVA e UVB sono le responsabili dell’abbronzatura ma, mentre la penetrazione degli UVB si ferma alla superficie dell’epidermide, gli UVA arrivano fino al derma, danneggiando collagene ed elastina e comportando l’insorgenza delle rughe: proprio per questo oggi molti cosmetici presentano al proprio interno una protezione soprattutto nei confronti degli UVA.

Sebbene tutti conoscano il sole per l’abbronzatura, l’eccessiva esposizione alle sue radiazioni rimane uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo dei tumori meno aggressivi, ovvero i carcinomi baso e spinocellulari, mentre per il melanoma, più aggressivo e potenzialmente mortale, i fattori di rischio sono conosciuti solo in parte, tra cui rientra la genetica e la predisposizione al cambiamento di forma dei nei cutanei.

Il sole a volte… stressa!

invecchiamento_cutaneo_testUno dei problemi più comuni legati all’esposizione ai raggi solari rimane l’invecchiamento cutaneo precoce e lo stress ossidativo, dati da un eccesso di radicali liberi su cellule e tessuti, ovvero particelle che creano ossidazione, reagendo con l’ossigeno.

Naturalmente i radicali liberi sono aumentati da varie cause tra cui ricordiamo anche cause interne all’organismo, come lo sforzo fisico intenso e protratto, la sedentarietà e numerose malattie (tra cui obesità e diabete), oppure una cattiva alimentazione che provoca queste situazioni, come un eccesso di zuccheri.

Ricordiamoci che in condizioni di buona salute, il nostro organismo riesce a prevenire il danno da radicali liberi, ma in genere, una vita stressante, l’inquinamento, il poco movimento e una alimentazione di bassa qualità o squilibrata alterano i meccanismi di riparazione.

Tutto questo porta ad un aumentato processo di invecchiamento, che avviene attraverso 4 principali fenomeni biochimici, chiamati glicazione, ossidazione, metilazione, infiammazione.

Una buona alimentazione e una buona dose di antiossidanti è molto utile a prevenire questi danni.

La cellulite: cos’è, cosa non è, e come prevenirla

Cellulite e adiposità: trova le differenze

La cellulite è una patologia con una patogenesi ancora non del tutto chiara tipicamente femminile, il cui nome scientifico è “panniculopatia edemato-fibrosclerotica”.

Il problema, infatti, coinvolge il pannicolo adiposo, dove si sviluppa un ristagno di liquido provocando dei fenomeni che alla lunga portano all’indurimento del derma.

È fondamentale non confonderla con l’adiposità e quindi con il grasso; quando infatti si effettua una diagnosi, è fondamentale distinguere tra cellulite e adiposità localizzata.

L’adiposità localizzata non è altro che un aumento in numero e in volume degli adipociti, ovvero le cellule adipose localizzate nello strato più profondo della pelle, l’ipoderma. Tale aumento è dovuto nella maggior parte dei casi a eccessi alimentari, in quanto l’energia in eccesso viene utilizzata dall’organismo come riserva, e accumulata sotto forma di tessuto grasso.

Nella sua cura di solito bastano una giusta alimentazione e un aumento dell’attività fisica per rendere negativa la bilancia energetica e di conseguenza normalizzare lo spessore dell’adipe.

È comunque importante sapere che il grasso non ha solo una funzione di riserva energetica, ma è indispensabile come fattore di protezione e di isolamento termico dell’organismo. Proprio per questo bisogna stare molto attenti alle diete “fai da te” ponendosi come obiettivo quello di eliminarlo completamente o più possibile, subendone spesso le conseguenze.

La cellulite, invece, è un’altra cosa. Si tratta di una vera e propria disfunzione, soprattutto a livello circolatorio e linfatico, che non colpisce solo l’ipoderma ma anche il derma sovrastante, e va incontro progressivamente ad alterazioni percepibili al tatto.

Di conseguenza anche l’epidermide – che è lo strato più superficiale della pelle – subisce trasformazioni visibili già a occhio nudo.

Tra le cause dell’addensamento fibroso a livello del derma hanno sicuramente un ruolo molto importante le modificazioni del quadro ormonale, in particolare le oscillazioni degli ormoni sessuali femminili. La cellulite, infatti, colpisce le donne otto volte più degli uomini, per cui l’eccesso di estrogeni ha sicuramente un ruolo scatenante.

Quali sono i rimedi e come fare prevenzione?

Ecco 5 semplici regole che contribuiscono a combattere la cellulite.

  1. Bere acqua regolarmente, meglio se con basso residuo fisso.
    È un consiglio che vale per tutti, ma per combattere questo problema è fondamentale.
    Bere soprattutto al mattino, poiché si stimola l’attività dei reni e si favorisce la diuresi.
    Il fabbisogno giornaliero è stimato in due litri di acqua al giorno anche sotto forma di tisane e tè non zuccherati.
    Un suggerimento può essere quello di mettere la bottiglia d’acqua sulla scrivania in modo da ricordarsi di finirla prima di andare a casa
    Un aiuto può arrivare poi dalla fitoterapia, con tisane a base di frutti rossi, mirtillo, ananas, betulla, tarassaco, ortica, che hanno un’azione benefica sulle alterazioni che sono alla base della patologia cellulitica, oppure dai massaggi e trattamenti estetici.
  2. Ridurre il sale
    Il sodio trattiene i liquidi, che bloccano la circolazione occupando gli interstizi tra le cellule.
    Ecco alcuni consigli pratici per ridurne il consumo:a) evitare di portare la saliera in tavola;
    b) utilizzare acque a ridotto contenuto in sodio;
    c) consumare pane toscano (senza sale);
    d) evitare tutti quei cibi ad alto contenuto in sodio: salumi, patatine, salatini, noccioline, formaggi, prodotti in scatola, prodotti conservati, piatti pronti del commercio.
  3. Scegliere i cibi giusti
    tn_dimagrimento_nwslPer combattere la cellulite è necessario eliminare le tossine accumulate nell’organismo, e in generale intraprendere un regime alimentare caratterizzato da cibi semplici e facilmente digeribili: via libera a yogurt, cereali, pesce, carni private di grassi visibili, ortaggi, frutta e legumi.
    In particolare, frutta e verdura sono ricche di fibra, acqua e potassio che contrasta l’azione del sodio. Inoltre stimolano la diuresi e disintossicano.
    Contengono infine sostanze antiossidanti, e alcuni frutti, come quelli rossi, contribuiscono a rafforzare la parete capillare e rendono la circolazione più efficiente.
    Sarebbe utile evitare più possibile alcool e alcolici.
  4. Movimento sempre!
    movita_dimagrimento_nwslAumentare l’attività fisica contribuisce in vari modi a mantenere una situazione di benessere, e fra gli effetti positivi annoveriamo sicuramente combattere le calorie in eccesso.
    Si consiglia di praticare attività aerobica, come camminare di buon passo o andare in bicicletta, almeno 3 volte alla settimana (meglio se tutti i giorni) per circa 30 minuti.
    La tecnologia oggi rende disponibili dispositivi in grado di monitorare l’attività fisica, rendendo evidenti i progressi compiuti e gli obiettivi raggiunti, anche in funzione motivazionale.
  5. Stop al fumo
    Il fumo produce radicali liberi!
    Si pensi che una sigaretta ne produce 12 miliardi, causando invecchiamento precoce delle cellule e malattie degenerative.

Stress ossidativo, radicali liberi e antiossidanti d’autunno

Radicali liberi e stress ossidativo

I radicali liberi sono agenti in grado di ossidare, cioè di sottrarre uno o più equivalenti elettroni o atomi di idrogeno, a un gran numero di molecole organiche, rendendole a loro volta reattive e compromettendone la funzione.

Si parla di ‘stress ossidativo’ quando la quantità di radicali liberi, comunque necessari al nostro organismo, diventa eccessiva: inquinamento, fumo attivo e passivo, alcol, farmaci, stress psicofisico prolungato, temperature troppo alte o troppo basse, additivi e sostanze tossiche presenti negli alimenti o sviluppate durante la cottura sono fattori importanti di incremento della quantità di radicali liberi.

Se le molecole bersaglio sono parti fondamentali della cellula, come ad esempio il DNA, i radicali liberi possono portare, in seguito ad esposizione prolungata e costante nel tempo, a mutazioni genetiche che in molti casi possono provocare conseguenze più gravi come il cancro.

Circa trent’anni fa il premio Nobel per la chimica Linus Pauling avanzò la tesi, rimasta sempre molto controversa, che una significativa supplementazione nella dieta con vitamina C fosse in grado di prevenire il cancro.

L’idea più accreditata circa il possibile meccanismo di azione antitumorale della vitamina C e di altri antiossidanti fa infatti riferimento alla capacità di queste sostanze di inattivare i radicali liberi e di prevenire quindi i danni che essi possono provocare al DNA.

Ora sembra che i benefici degli antiossidanti possano diventare alleati importanti nella lotta al cancro.

Era già stato dimostrato che le persone che mangiano molta frutta e verdura, ricche di polifenoli e antocianine, hanno un minor rischio di andare incontro a tumori, malattie cardiovascolari e neurodegenerative.

Il nesso fra il contrastare lo stress cellulare con gli antiossidanti e ridurre il volume delle masse tumorali è stato trovato dagli scienziati della Thomas Jefferson University, Philadelphia, Usa, che hanno svelato il meccanismo con cui il tumore si auto-alimenta proprio con le scorie prodotte dall’ossidazione cellulare.

In uno studio pubblicato su Cancer Biology & Therapy da Michael Lisanti, gli studiosi hanno dimostrato che la perdita di una proteina, controllata dal gene Cav1, alimenta lo stress ossidativo dei mitocondri, che sono le strutture che nella cellula si occupano di fornire energia.

Questo meccanismo si traduce in un aumento delle specie reattive dell’ossigeno, i radicali liberi, che sono il nutrimento per i tumori. Meccanicamente, le cellule tumorali inducono autofagia in fibroblasti associati al cancro attraverso la perdita di caveolin-1 (Cav-1), che è sufficiente a promuovere lo stress ossidativo in fibroblasti stromali.

Nel loro studio, i ricercatori hanno applicato un modello genetico trattabile per il cancro umano associato a fibroblasti usando un sh-RNA mirato.

Si è scoperto in questo modo come la mancanza della Cav-1 aumenti lo stress ossidativo e porti la massa tumorale a crescere di circa quattro volte.

Michael Lisanti ha affermato: “questo studio fornisce la prova genetica che ridurre lo stress ossidativo nell’organismo diminuisce la crescita del tumore“.

Misurare e gestire lo stress ossidativo

antiaging_profile_postMisurare la presenza di radicali liberi nell’organismo è molto facile: esistono test che misurano l’impatto dei fattori pro-ossidanti e quantificano il nostro stress ossidativo.

Per tenere sotto controllo il livello di radicali liberi, è importante introdurre nella nostra dieta alimenti ricchi di sostanze antiossidanti, che insieme a quelle endogene (prodotte autonomamente dal nostro organismo), sono essenziali per tenere sotto controllo il livello di stress ossidativo: ci si riferisce alla vitamina C (acido ascorbico), ai fenoli (e ai flavonoidi), ai carotenoidi, alla vitamina E e ad alcuni minerali come selenio, zinco, rame, manganese.

Così come l’autunno e il cambio di stagione presentano fattori che inducono l’aumento dello stress ossidativo, d’altra parte, proprio in questo periodo abbiamo a disposizione una grande varietà di alimenti in grado di favorire nel nostro organismo la formazione di una barriera antiossidante.

È proprio in autunno che i frutti della terra ci donano due tra i maggiori rimedi naturali per contrastare l’insorgenza dei radicali liberi: da una parte l’uva, che è ricca di sostanze antiossidanti come i tannini, presenti soprattutto nella buccia, oltre che di polifenoli e di resveratolo; dall’altra l’olio extravergine d’oliva, che oltre a contenere buone quantità di acidi grassi essenziali, ha un forte potere antiossidante grazie a polifenoli come l’oleupropeina e al contenuto di vitamine liposolubili.

Questi alimenti fondamentali dal punto di vista antiossidante sono tuttavia da assumere nelle dosi consigliate, in modo da acquisirne solo gli effetti benefici. A coadiuvare l’azione antiossidante di questi due importantissimi alimenti, intervengono anche una grande quantità di frutta e verdura di stagione come gli agrumi, i fichi, i cachi.