Melatonina, sonno e alimentazione

Nell’articolo precedente vi abbiamo parlato del cortisolo, “l’ormone dello stress” e delle sue funzioni principali all’interno dell’organismo umano. Esiste un “antagonista” del cortisolo? Sì, la melatonina, chiamata anche “ormone del relax”.

La melatonina è una molecola sintetizzata e secreta dall’epifisi, la ghiandola pineale collocata nella parte posteriore del cervello, nelle ore serali, in condizioni normali di luce/buio.

Il normale ciclo luce/buio è correlato a livelli ottimali di melatonina. Il ritmo endogeno di secrezione di melatonina viene generato dal nucleo soprachiasmatico, un nucleo dell’ipotalamo, formato da gruppi di neuroni, che contribuisce alla regolazione dei ritmi circadiani endogeni, mantenendo invariati processi fisiologici ripetitivi come i cicli della fame e del sonno.

La principale funzione della melatonina, la cui produzione si adatta alla durata della notte, è quella di trasmettere alle strutture corporee informazioni riguardanti il ​​ritmo giornaliero di luce e buio. Queste informazioni vengono utilizzate per l’organizzazione di alcune funzioni importanti come la regolazione della temperatura interna e dei ritmi sonno-veglia.

Inoltre, molte altre funzioni fisiologiche dipendono da questa organizzazione circadiana come, ad esempio, la regolazione del sistema immunitario e della glicemia.

A differenza del cortisolo, che viene secreto per sostenere il nostro organismo nell’affrontare situazioni di pressione o di pericolo imminente, la melatonina, quando in circolo, infonde la tipica sensazione di sonnolenza che anticipa e favorisce il sonno.

Una vita frenetica, un eccesso di stress e abitudini alimentari scorrette possono incidere sullo stato psicofisico dell’individuo, peggiorando la qualità del sonno e modificando, di conseguenza, i livelli di melatonina secreta.
immagine donna sonno melatonina

Come valutare i livelli di melatonina

Per valutare uno squilibrio di questo ormone è importante effettuare un Test Diagnostico che vada a valutare i livelli di melatonina, così da riscontrare effettivamente se ci sono squilibri di questo ormone. Per eseguire il test basta un semplice prelievo salivare, questa matrice infatti è l’ideale per avere la flessibilità di effettuare 1 campionamento la sera tra le 20 e le 22. Inoltre è un metodo di prelievo semplice e non invasivo che può essere conservato anche a temperatura ambiente per una settimana.

Melatonina e dieta

Ciò che mangiamo può influire non solo sulla qualità ma anche sulla quantità del sonno. Infatti, chi soffre di insonnia, chi si addormenta con difficoltà oppure chi non riesce a mantenere costante il proprio sonno e tende a svegliarsi più volte nel corso della notte, potrebbe risolvere il proprio problema prestando attenzione a cosa mangia, soprattutto prima di andare a dormire.

Ci sono cibi che favoriscono proprio la produzione della melatonina, mantenendo il corretto equilibrio tra sonno e veglia.

Quali cibi possono aiutarci a conciliare il sonno?

Ad esempio, gli alimenti ricchi di triptofano, l’aminoacido precursore della melatonina.

La melatonina, come abbiamo detto, viene prodotta dal nostro corpo, il triptofano invece va assunto attraverso l’alimentazione.

Il triptofano è presente nel latte e nei formaggi, in alcuni pesci come l’orata, nel succo di arancia, nei funghi, nella pappa reale, in alcune verdure come bietole, spinaci, zucchine e fagiolini, nella frutta secca, nelle uova e nelle farine integrali e in alcuni legumi.

Per quanto riguarda gli alimenti origine vegetale che contengono melatonina, ne sono ricchi la frutta secca e i semi oleosi, i cereali, i legumi e alcuni tipi di funghi. Mentre gli alimenti di origine animale maggiormente ricchi di melatonina sono i pesci e le uova.

Ci sono, inoltre, altre sostanze che favoriscono il buon riposo, la vitamina B6, infatti, è indispensabile per la sintesi della melatonina, anche calcio, magnesio e potassio, sali minerali importantissimi, sono necessari per favorire la produzione di melatonina e indispensabili per ridurre la tensione nervosa e muscolare.

Troviamo la vitamina B6 nella frutta secca, nell’aglio, in alcuni cereali e nelle farine integrali, in diversi ortaggi come il radicchio e i pomodori.

Il calcio, potassio e magnesio sono contenuti in alimenti come i formaggi, il latte, lo yogurt, le verdure a foglia verde, i lattarini, basilico, salvia e rosmarino, i cereali integrali, la crusca di frumento, la frutta secca e la frutta disidratata, i legumi, i germogli di soia, i fagiolini e le zucchine.

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Stress, Cortisolo e Dieta

Il cortisolo, conosciuto anche come ormone dello stress, è un ormone steroideo appartenente alla classe dei glucorticoidi e prodotto dalle ghiandole surrenali. Il suo picco di sintesi si osserva al mattino per poi scendere durante la giornata e toccare il livello più basso verso mezzanotte.

Livelli ottimali di cortisolo sono necessari per mantenere il benessere dell’organismo. Il cortisolo in condizioni normali è infatti coinvolto in diversi meccanismi come l’aumento della gittata cardiaca, della glicemia e della pressione sanguigna, la regolazione del metabolismo di lipidi, proteine e glucosio e del bilancio idrico ed elettrolitico e il controllo della risposta infiammatoria ed immunitaria.

La produzione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali aumenta per rispondere efficacemente a situazioni traumatiche, di pericolo o di sforzo, inibendo le funzioni secondarie per la sopravvivenza. Tale risposta, definita sindrome di adattamento generale, prevede una reazione, una resistenza e un adattamento a condizioni di stress. Questo meccanismo è del tutto normale e positivo quando prevede un rapido ritorno alla normalità. Una prolungata resistenza, quindi livelli di cortisolo elevati per un periodo protratto nel tempo, invece, può causare un indebolimento psicofisico.

Bassi livelli di zuccheri nel sangue oppure situazioni di stress positivo, come la reazione al pericolo o l’attività fisica sono le condizioni tipiche che determinano l’aumento dei livelli di cortisolo.

Ipercortisolemia

L’ipercortisolemia comporta una modifica del metabolismo, aumentando la glicemia e il deposito di lipidi nel tessuto adiposo. I livelli di cortisolo sono correlati sia a quelli di insulina (dopo un pasto ricco di carboidrati, infatti, il pancreas secerne l’insulina per eliminare il glucosio dal sangue, questa azione genera un calo glicemico e l’immediata sintesi del cortisolo per normalizzare la glicemia), sia a quelli di colesterolo cattivo con un maggior rischio aterosclerotico conseguente. L’aumento della pressione sanguigna indotto dal cortisolo e l’aumento del colesterolo, anch’esso associato a ipercortisolemia, sono fattori di rischio per le malattie cardiovascolari e per il diabete.

Inoltre, con livelli alti di cortisolo, aumentano anche l’assorbimento e la ritenzione di sodio e di acqua, mentre diminuisce la sintesi del collagene. Ne consegue non solo la sensazione di gonfiore, ma la difficoltà di espulsione delle tossine e di mineralizzazione delle ossa. Ecco perché livelli troppo elevati di cortisolo possono aumentare l’invecchiamento cellulare causato dai radicali liberi e agire in modo negativo sulla densità ossea.

L’ipercortisolemia inibisce, inoltre, il sistema immunitario, rendendo l’organismo maggiormente vulnerabile, aumentandone la predisposizione ad ammalarsi.

I primi sintomi dell’aumento del cortisolo possono essere poco evidenti e riconducibili ad altre condizioni: aumentano disturbi a livello del tratto gastrointestinale come gastrite o reflusso, peggiorano qualità del sonno, forza vitale e iniziano a manifestarsi ipertensione e iperglicemia. È perciò fondamentale agire prima che i sintomi diventino gravi e che lo stress porti a un inaspettato aumento di peso o a disturbi come depressione e osteoporosi.
immagine donna stressata cortisolo elevato

Come valutare i livelli di cortisolo

Prima di tutto è importante effettuare un Test Diagnostico che vada a valutare i livelli di cortisolo, così da riscontrare effettivamente se ci sono squilibri di questo ormone. È importante valutarne la curva in 4 momenti della giornata per vedere quando si riscontra lo squilibrio nell’arco delle 24 ore. Per eseguire il test basta un semplice prelievo salivare, questa matrice infatti è l’ideale per avere la flessibilità di effettuare 4 campionamenti nell’arco di una giornata. Inoltre è un metodo di prelievo semplice e non invasivo che può essere conservato anche a temperatura ambiente per una settimana.

Cortisolo e dieta

Una volta eseguito l’esame e riscontrato uno squilibrio, per riequilibrarne i valori è necessario innanzitutto adottare un corretto stile di vita e sane abitudini alimentari.

Una dieta varia ed equilibrata, che comprenda una buona idratazione e il giusto apporto di macro e micronutrienti, è necessaria per mantenere i normali livelli di glucosio nel sangue, le giuste concentrazioni ormonali, tra cui quelle del cortisolo, e la regolare alternanza tra senso di fame e sazietà.

Tra gli alimenti che possiamo scegliere, il pesce rappresenta un rimedio naturale contro gli effetti dello stress, grazie agli acidi grassi omega-3 e omega-6 e ai sali minerali come potassio e fosforo che contiene al suo interno. Queste sostanze proteggono il sistema nervoso e cardiovascolare, svolgendo un’azione antinfiammatoria. Altre sostanze che contrastano gli effetti dell’ormone dello stress e l’azione dei radicali liberi sono gli antiossidanti, cioè minerali e vitamine presenti soprattutto nella frutta e nella verdura di stagione. Una dieta antistress dovrà perciò comprendere ortaggi, frutta fresca e secca e pesce grasso come sgombro, alici, sardine e salmone. Insieme a questi cibi salutari, è poi consigliabile integrare l’alimentazione con prodotti prebiotici e probiotici. Tra i prebiotici come la fibra solubile, hanno la capacità di stimolare selettivamente la crescita o l’attività dei microrganismi che svolgono diversi ruoli protettivi per l’organismo ospitante. I probiotici sono invece microrganismi che modificano la flora microbica intestinale a svantaggio dei patogeni intestinali e producono vantaggi locali o sistemici per l’organismo ospite. Probiotici e prebiotici sono contenuti in cibi come yogurt, kefir e alimenti di origine vegetale, oppure è possibile assumerli attraverso integratori disponibili in commercio.

È importante, inoltre, allontanare situazioni caratterizzate da stress prolungato, regolarizzare il sonno, mantenendo così constante il ciclo sonno-veglia. Infine, è raccomandato praticare un esercizio fisico non eccessivo e costante: l’allenamento diminuisce il cortisolo, mentre lo sforzo lo aumenta. Le buone abitudini comprendono anche i momenti di relax e divertimento e svago.

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