Fai fatica a dimagrire? Hai mai pensato a una questione ormonale?

Il concetto di ‘dieta’ è più vasto rispetto a quello comunemente diffuso, che gli attribuisce il significato di ‘regime alimentare’. ‘Dieta’ significa, nell’accezione originaria, ‘modo di vivere’, e comprende non solo il regime alimentare ma anche lo stile di vita.

Da questo punto di vista, il processo di dimagrimento non è solo il risultato di una diminuzione delle calorie assunte mediante l’alimentazione, ma della risposta globale dell’organismo agli stimoli, e in questo gli ormoni giocano un ruolo chiave.

A partire dalla leptina, che regola il senso di fame e di sazietà, per arrivare al cortisolo, l’ormone dello stress, nonché al ciclo di insulina e glucagone: un equilibrio delicato, che occorre testare prima di intraprendere un regime alimentare improntato a privazioni e rinunce.

Nel video, anche mediante la spiegazione del referto, si mostra come il Profilo Ormonale Dimagrimento di NatrixLab sia lo strumento più indicato a rilevare l’equilibrio fra gli ormoni che governano il processo di dimagrimento, al fine di prendere le decisioni conseguenti in termini di alimentazione, integrazione e stile di vita.

Consulenze nutrizionali: la telemedicina applicata alla nutrizione.

La nostra società ha un rapporto controverso con l’alimentazione: dopo secoli di problemi legati a carestie e scarsa disponibilità, oggi la sovrabbondanza di cibo e la grande diffusione di alimenti industriali è fonte di disturbi come intolleranze alimentari, sovrappeso e obesità.

E come in epoche passate, per sconfiggere la carestia, si compivano riti propiziatori, oggi per superare la prova costume ci si affida a diete last minute che promettono miracoli, oppure si ricorre al fai da te per eliminare quegli alimenti che (probabilmente) scatenano reazioni avverse.

Nel video si promuove un concetto di dieta che non include unicamente l’alimentazione, ma lo stile di vita inteso in accezione onnicomprensiva: “non abbiamo bisogno di nuove diete, ma di nuove abitudini alimentari”, perché andiamo a proporre un servizio innovativo di educazione alla corretta alimentazione, in diretto contatto con lo specialista della nutrizione.

Guarda il video e scopri cos’è Telenutrizione!

Si scrive nutrizione, si legge prevenzione: Natrix a Spazio Nutrizione 2016

La nutrizione come via maestra per la salute e il benessere collettivo

Il concetto che “prevenire è meglio che curare” sta caratterizzando l’approccio alla salute di un numero sempre maggiore di persone, che attribuiscono sempre maggiore importanza alla prevenzione e al ‘mantenimento del benessere’.

Al centro di questo nuovo approccio c’è la nutrizione, perché è sempre più evidente al pubblico il ruolo chiave delle scelte alimentari per la salute e il benessere della persona e per la sostenibilità dell’attuale modello di società.

Natrix parteciperà a Spazio Nutrizione 2016, in programma a Milano dal 5 al 7 maggio 2016, presso lo stand B30, con proposte dedicate ai professionisti della nutrizione all’insegna della qualità e dell’innovazione, nell’ambito della diagnostica, del software, delle macchine medicali e dei servizi di comunicazione per la salute.

Diagnostica, nutrizione e analisi lipidomica

Natrix, che ha da sempre avuto un’attenzione particolare alla corretta alimentazione come strategia efficace e naturale per prevenire le patologie più diffuse, e collabora in tal senso con molti professionisti della nutrizione nella fase diagnostica, presenterà a Spazio Nutrizione 2016:

  • Gluten Sensitivity Test: determina la presenza di marcatori di sensibilità al glutine non celiaca;
  • Benessere Intestinale: l’In Flora Scan è un test completo per la valutazione del microbiota, dello stato infiammatorio dell’intestino, delle capacità digestive e della permeabilità In particolare il Dysbio Check valuta il tipo di disbiosi intestinale rilevando la presenza nelle urine di due metaboliti del triptofano, denominati Indicano e Scatolo;
  • sindrome_metabolicaNuovi test diagnostici con analisi lipidomica: sono ben quattro i test diagnostici basati sulla valutazione qualitativa e quantitativa degli acidi grassi della membrana eritrocitaria:
    1. Lipidomic Profile: valuta l’assetto lipidico delle membrane e permette di capire lo stato di salute generale dell’organismo.
    2. Cardio Omega Test: mediante l’analisi qualitativa e quantitativa degli acidi grassi di membrana, valuta i marcatori molecolari correlati all’insorgenza delle patologie del sistema cardiocircolatorio, per una tempestiva ed efficace azione di prevenzione.
    3. Metabolic Profile Basic: valuta il dosaggio di ormoni strettamente correlati al tessuto adiposo viscerale per rilevare la presenza di eventuali danni indotti da alterazioni al metabolismo.
    4. Cell Skin Profile: mediante l’analisi degli acidi grassi di membrana, insieme a valori espressi dai marker correlati allo stress ossidativo, restituisce un quadro completo della salute del derma, al fine di intraprendere un adeguato protocollo nutrizionale e nutraceutico da associare a un trattamento dermocosmetico.

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Nutrizione e mobile health: la piattaforma di telemedicina Telenutrizione Cloud

tncloudGrazie all’integrazione fra conoscenze mediche e competenze informatiche, Natrix ha sviluppato Telenutrizione, una piattaforma di telemedicina per fornire servizi nutrizionali, a disposizione dei professionisti della nutrizione che intendono seguire i propri pazienti in modo efficiente e mirato.

Grazie a Telenutrizione, il professionista della nutrizione potrà incrementare l’efficienza e la qualità delle proprie prestazioni, offrendo un servizio innovativo ai pazienti.

In particolare, Telenutrizione offre:

  • Un filo diretto con lo specialista, col quale interagire mediante televisita, chat, email.
  • movita_nwslUna cartella clinica elettronica, sulla quale riportare dati anagrafici, clinici, antropometrici.
  • Una dieta attiva, mediante la quale il sistema proporrà al paziente le alternative possibili ad ogni pasto in base al protocollo alimentare elaborato dallo specialista.
  • Il calcolo automatico del saldo calorico giornaliero, mediante il quale tenere sotto controllo le calorie ingerite anche a seconda dell’attività svolta.
  • Una reportistica sull’andamento del percorso, per valutare i progressi e i risultati ottenuti.
  • Il rilevamento automatico dei parametri vitali del paziente grazie ai dispositivi Movita, specificamente progettati per l’utilizzo con la piattaforma.

La piattaforma è personalizzabile a seconda delle specifiche esigenze dello specialista della nutrizione.

Newcolon, la macchina per idrocolonterapia

newcolonNatrix propone agli specialisti della nutrizione Newcolon, la macchina per idrocolonterapia progettata con particolare attenzione alla praticità d’uso, sia per quanto riguarda la trasportabilità sia per quanto riguarda il pannello di controllo.

Newcolon è composta infatti di due sezioni separabili tra loro (la parte superiore è il dispositivo vero e proprio, quella inferiore è il carrello di supporto), è di dimensioni compatte, facilmente trasportabile, e non avendo batterie interne di alcun tipo, viene alimentata a bassa tensione, con riduzione al minimo dei rischi per paziente e operatore, da un piccolo alimentatore esterno AC/DC medical grade a doppio isolamento.

Display grafico con touch screen, microprocessore interno che elabora i dati dei trattamenti, telecomando per il controllo dell’irrigazione e dello scarico del paziente, filtro acqua antibatterico monouso sono alcune delle prerogative della macchina.

Comunicare la salute e la nutrizione

L’ambito della nutrizione richiede un’attività formativa e informativa dedicata e professionale: da un lato le informazioni presenti in rete e sui social network sono molte, variegate e talvolta contraddittorie; dall’altro l’interesse del pubblico è molto elevato, e fonti privilegiate di informazione sono i blog a tema e soprattutto i social network.

Per lo specialista della nutrizione diventa quindi molto importante essere nei luoghi virtuali in cui le persone cercano informazioni e contenuti di valore, privilegiando il pubblico nelle vicinanze dello studio medico.

Natrix propone ai professionisti della nutrizione due servizi dedicati:

Siti internet: il servizio Ready Website

webIl Ready Website è pensato per i professionisti che intendono dotarsi rapidamente e con poco dispendio di risorse di un sito internet mediante il quale presentare i propri servizi, senza rinunciare a tutte le prerogative necessarie per avere oggi una buona visibilità in rete.

In particolare, il servizio Ready Website:

  • Permette di essere online in poco tempo
  • È comprensivo di linee guida per la realizzazione del materiale e di un supporto tecnico
  • Permette di inserire nuovi contenuti in autonomia, specie per attività di blogging
  • Non richiede alcun investimento iniziale

Social media marketing

facebook

Una fanpage Facebook professionale, con un palinsesto di contenuti in grado di coinvolgere il maggior numero di persone, è uno strumento dal quale far nascere numerose opportunità, in quanto:

  • I social network permettono di comunicare con il singolo individuo, in modo bidirezionale
  • Grazie ai social network è possibile raggiungere anche un pubblico tradizionalmente difficile da coinvolgere
  • Facebook in particolare permette di profilare in modo molto preciso il target delle comunicazioni in base ad area geografica, età, sesso e preferenze.

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Perdere peso è una questione di ormoni

C’è caloria e caloria…

I numerosi riscontri scientifici attuali hanno da tempo smontato la credenza che ingrassare o perdere peso sia una questione puramente legata al concetto di calorie.

Tant’è che nella scienza dell’alimentazione, perdere peso non è più solo una questione di quantità bensì di compatibilità tra ciò che introduciamo e ciò di cui il nostro corpo e le nostre cellule hanno in realtà bisogno.

In poche parole significa che “una caloria non è sempre una caloria”.

Se infatti vediamo la composizione degli alimenti, possiamo notare che non esistono alimenti puri, cioè formati esclusivamente da grassi, carboidrati o proteine (come può avvenire ad esempio per l’olio che ha quasi il 100% di grassi e lo zucchero che ha 100% di carboidrati), ma possiedono percentuali variabili dei diversi nutrienti.

Nonostante sappiamo che i grassi hanno un potere energetico di 9 kcal per grammo mentre zuccheri e proteine 4 kcal per grammo, all’interno dell’organismo si comportano in maniera del tutto differente, ovvero 100 kcal di grasso, pur avendo lo stesso potere energetico di 100 kcal di proteine o 100 kcal di zucchero, vengono metabolizzati in maniera dissimile.

Questo significa infatti che non occorre più fare la differenza tra le calorie ingerite e quelle consumate, con la cosiddetta “bilancia energetica” che per anni ha rappresentato l’unico mezzo di esecuzione di una dieta per perdere peso, ma bisogna iniziare a parlare di nutrigenomica e di biochimica degli alimenti.

Anche perché all’interno dell’organismo, i vari cibi e i vari nutrienti vengono assorbiti in maniera differente in base non solo alla quantità di fibra presente negli alimenti, ma anche a seguito di segnali biochimici ed ormonali che vengono secreti con la masticazione e la digestione.

In poche parole questo significa che a parità di calorie, possiamo mangiare dei cibi che hanno un maggiore effetto ingrassante rispetto ad altri con potere energetico simile o identico.

Per questo è inutile avere come punto di riferimento la tabella delle calorie o il loro calcolo anche attraverso degli strumenti computerizzati che fino ad oggi ci sono serviti per capire quanto avevamo ingerito, con l’obiettivo di perdere peso.

Tutto questo è possibile solo grazie a delle risposte ormonali che sopraggiungono a seguito dell’ingestione di cibo e metabolizzazione dei nutrienti. Persino zuccheri semplici e carboidrati complessi non hanno lo stesso effetto, in quanto si ha una risposta insulinica differente (e quindi le stesse calorie danno una produzione di grasso differente).

Anche le stesse calorie consumate al mattino o alla sera non hanno lo stesso effetto sul corpo, poiché durante le 24 ore l’organismo emette picchi ormonali differenti e risponde in maniera diversa al cibo che mangiamo a seconda anche dell’ora del giorno in cui lo abbiamo consumato.

Stessa differenza quando mangiamo carboidrati, grassi e proteine.

Per questo le diete ipocaloriche hanno fallito e non porteranno mai a rimanere magri.

Dimagrimento e ormoni

telenutrizionePossiamo perdere peso in maniera transitoria e a breve termine, ma se vogliamo dimagrire e saper mantenere per sempre il nostro stato di forma, dobbiamo puntare sulla scienza e sulla secrezione ormonale, come ci insegnano gli esperti di Telenutrizione dell’equipe nutrizionale di NatrixLab.

Oltre al ruolo fondamentale dell’insulina, che è il più conosciuto degli ormoni “ingrassanti”, in quanto viene secreto in risposta ad un pasto ricco di zuccheri e in caso di alterazione può comportare anche patologie come obesità e diabete, grande importanza oggi viene attribuita alla leptina, prodotta dalle cellule adipose in risposta al pasto e alla quantità di cibo ingerito, emanando segnali al cervello sulla disponibilità o meno di cibo.

Maggiore è la quantità di leptina, maggiore è la possibilità del corpo di aumentare il metabolismo e “bruciare” quello che mangiamo. Quindi è un ormone che ha la possibilità di rallentare o accelerare il metabolismo.

Altri ormoni importanti che partecipano all’ingrassamento o al dimagrimento sono poi la ghrelina, direttamente correlata all’attività della leptina e la adiponectina.

La ghrelina, (definito anche “ormone della fame”) è prodotta principalmente dallo stomaco.

Essa agisce sui centri del piacere del cervello, spingendoci a mangiare di più e a ottenere un piacere maggiore – oppure ci spinge a mangiare i “comfort food” in assenza di emozioni positive.

L’adiponectina è secreta dalle cellule adipose (come la leptina) e svolge effetto lipolitico e di consumo dei grassi di deposito.

cibo_qualitaLa sua secrezione avviene quando la quantità di grasso presente negli adipociti incomincia a scendere. Questo naturalmente si traduce in un ulteriore consumo di grassi, che in sostanza stimola l’ulteriore secrezione di se stessa, azionando un’accelerazione del dimagrimento.

Non vanno poi dimenticati gli importanti contributi di organi centrali nella regolazione del metabolismo come la tiroide e ancor più l’ipofisi, che secerne il GH, ovvero l’ormone della crescita, che interagisce sul rapporto massa muscolare e massa grassa, stimolando l’utilizzazione dei grassi e l’aumento della massa muscolare.

Per questo, per dimagrire servono alcune semplici regole, che riassumiamo in breve:

  • Scegliere una giusta QUALITA’ di cibi che sappiano inviare una corretta stimolazione al nostro organismo.
  • Fare una “colazione da re, pranzo da ricco e cena da povero”.
  • Distanziare i pasti fra loro di circa 3 ore.
  • Ridurre il carico glicemico dei cibi assunti, mantenendo un adeguato livello di zuccheri nel sangue (attraverso gli spuntini) per evitare di inviare segnali al nostro organismo di digiuno e carestia, che possono portare ad un processo chiamato gluconeogenesi e alla degradazione del muscolo.
  • Inserire le proteine ad ogni pasto.
  • Fare un adeguato esercizio fisico giornaliero moderato, soprattutto all’aperto.
  • Ridurre lo stress che aumenta ormoni quali il cortisolo e l’insulina.
  • Mangiare lentamente e masticare bene, sia per la digestione che per presevare l’integrità del microbiota intestinale.

La cellulite: cos’è, cosa non è, e come prevenirla

Cellulite e adiposità: trova le differenze

La cellulite è una patologia con una patogenesi ancora non del tutto chiara tipicamente femminile, il cui nome scientifico è “panniculopatia edemato-fibrosclerotica”.

Il problema, infatti, coinvolge il pannicolo adiposo, dove si sviluppa un ristagno di liquido provocando dei fenomeni che alla lunga portano all’indurimento del derma.

È fondamentale non confonderla con l’adiposità e quindi con il grasso; quando infatti si effettua una diagnosi, è fondamentale distinguere tra cellulite e adiposità localizzata.

L’adiposità localizzata non è altro che un aumento in numero e in volume degli adipociti, ovvero le cellule adipose localizzate nello strato più profondo della pelle, l’ipoderma. Tale aumento è dovuto nella maggior parte dei casi a eccessi alimentari, in quanto l’energia in eccesso viene utilizzata dall’organismo come riserva, e accumulata sotto forma di tessuto grasso.

Nella sua cura di solito bastano una giusta alimentazione e un aumento dell’attività fisica per rendere negativa la bilancia energetica e di conseguenza normalizzare lo spessore dell’adipe.

È comunque importante sapere che il grasso non ha solo una funzione di riserva energetica, ma è indispensabile come fattore di protezione e di isolamento termico dell’organismo. Proprio per questo bisogna stare molto attenti alle diete “fai da te” ponendosi come obiettivo quello di eliminarlo completamente o più possibile, subendone spesso le conseguenze.

La cellulite, invece, è un’altra cosa. Si tratta di una vera e propria disfunzione, soprattutto a livello circolatorio e linfatico, che non colpisce solo l’ipoderma ma anche il derma sovrastante, e va incontro progressivamente ad alterazioni percepibili al tatto.

Di conseguenza anche l’epidermide – che è lo strato più superficiale della pelle – subisce trasformazioni visibili già a occhio nudo.

Tra le cause dell’addensamento fibroso a livello del derma hanno sicuramente un ruolo molto importante le modificazioni del quadro ormonale, in particolare le oscillazioni degli ormoni sessuali femminili. La cellulite, infatti, colpisce le donne otto volte più degli uomini, per cui l’eccesso di estrogeni ha sicuramente un ruolo scatenante.

Quali sono i rimedi e come fare prevenzione?

Ecco 5 semplici regole che contribuiscono a combattere la cellulite.

  1. Bere acqua regolarmente, meglio se con basso residuo fisso.
    È un consiglio che vale per tutti, ma per combattere questo problema è fondamentale.
    Bere soprattutto al mattino, poiché si stimola l’attività dei reni e si favorisce la diuresi.
    Il fabbisogno giornaliero è stimato in due litri di acqua al giorno anche sotto forma di tisane e tè non zuccherati.
    Un suggerimento può essere quello di mettere la bottiglia d’acqua sulla scrivania in modo da ricordarsi di finirla prima di andare a casa
    Un aiuto può arrivare poi dalla fitoterapia, con tisane a base di frutti rossi, mirtillo, ananas, betulla, tarassaco, ortica, che hanno un’azione benefica sulle alterazioni che sono alla base della patologia cellulitica, oppure dai massaggi e trattamenti estetici.
  2. Ridurre il sale
    Il sodio trattiene i liquidi, che bloccano la circolazione occupando gli interstizi tra le cellule.
    Ecco alcuni consigli pratici per ridurne il consumo:a) evitare di portare la saliera in tavola;
    b) utilizzare acque a ridotto contenuto in sodio;
    c) consumare pane toscano (senza sale);
    d) evitare tutti quei cibi ad alto contenuto in sodio: salumi, patatine, salatini, noccioline, formaggi, prodotti in scatola, prodotti conservati, piatti pronti del commercio.
  3. Scegliere i cibi giusti
    tn_dimagrimento_nwslPer combattere la cellulite è necessario eliminare le tossine accumulate nell’organismo, e in generale intraprendere un regime alimentare caratterizzato da cibi semplici e facilmente digeribili: via libera a yogurt, cereali, pesce, carni private di grassi visibili, ortaggi, frutta e legumi.
    In particolare, frutta e verdura sono ricche di fibra, acqua e potassio che contrasta l’azione del sodio. Inoltre stimolano la diuresi e disintossicano.
    Contengono infine sostanze antiossidanti, e alcuni frutti, come quelli rossi, contribuiscono a rafforzare la parete capillare e rendono la circolazione più efficiente.
    Sarebbe utile evitare più possibile alcool e alcolici.
  4. Movimento sempre!
    movita_dimagrimento_nwslAumentare l’attività fisica contribuisce in vari modi a mantenere una situazione di benessere, e fra gli effetti positivi annoveriamo sicuramente combattere le calorie in eccesso.
    Si consiglia di praticare attività aerobica, come camminare di buon passo o andare in bicicletta, almeno 3 volte alla settimana (meglio se tutti i giorni) per circa 30 minuti.
    La tecnologia oggi rende disponibili dispositivi in grado di monitorare l’attività fisica, rendendo evidenti i progressi compiuti e gli obiettivi raggiunti, anche in funzione motivazionale.
  5. Stop al fumo
    Il fumo produce radicali liberi!
    Si pensi che una sigaretta ne produce 12 miliardi, causando invecchiamento precoce delle cellule e malattie degenerative.

Quali sono le basi della dieta mediterranea?

I macronutrienti.

Con l’articolo precedente abbiamo iniziato un ciclo di contributi sulla dieta mediterranea: siamo partiti parlando della vita di Ancel Keys, il primo a mettere in relazione la tipologia di alimentazione del sud Italia con la bassa incidenza di malattie cardiovascolari, e proseguiamo parlando dei principi di funzionamento di tale protocollo alimentare.

Innanzitutto definiamo i macronutrienti, che sono i carboidrati, le proteine e i lipidi, ovvero quei nutrienti alimentari che devono essere introdotti nell’organismo in grandi quantità.

I primi, trasformati dall’organismo in glucosio, forniscono l’energia per tutte le funzioni delle cellule e dei tessuti. Le fonti principali di carboidrati sono i cereali, i farinacei (pane, pasta), le patate e la frutta.

Le seconde hanno una funzione plastica, in quanto vengono utilizzate per la costruzione dei tessuti e degli organi, come ad esempio i muscoli: l’assunzione di proteine è quindi fondamentale per i bambini, che devono “costruire” il proprio corpo, ma anche negli adulti per la rigenerazione dei tessuti e per il sistema immunitario e ormonale. Le fonti principali di proteine sono la carne, il pesce, il latte, le uova, i legumi.

Infine i lipidi servono da riserva di energia perché vengono utilizzati più lentamente rispetto ai carboidrati, e sono fondamentali per le membrane cellulari e la sintesi di alcuni ormoni, oltre l’assorbimento di alcune vitamine.

Una questione di qualità.

Alla base della dieta mediterranea c’è una prima indicazione quantitativa sulla distribuzione dei macronutrienti nel regime alimentare, che ripartisce le calorie giornaliere per il 55-65% da carboidrati, per il 30% dai grassi, infine per il 15% dalle proteine.

La ripartizione quantitativa comunque non basta, perché di importanza cruciale è la valutazione qualitativa dei nutrienti, che andiamo qui di seguito a spiegare.

  1. Carboidrati.
    Pane, pasta e farinacei dovrebbero essere derivati da farine integrali, che non abbiano quindi subito un processo di raffinazione.
    Per frutta e verdura, almeno cinque porzioni al giorno, è necessario scegliere sempre quella fresca di stagione, preferendo le preparazioni a crudo piuttosto che cotte in modo da evitare di perdere durante tale processo nutrienti fondamentali come vitamine, minerali e sostanze antiossidanti.
  2. Proteine.
    Sarebbero da preferire le proteine di origine vegetale, ovvero i legumi, che dovrebbero costituire l’80% delle calorie destinate a questo macronutriente, con il restante 20% da pesce o carni bianche.
  3. Grassi.
    Si tratta di una classe fondamentale di nutrienti che molto spesso a torto gode di cattiva fama nell’opinione comune: ne abbiamo parlato anche in questo articolo.
    Per quanto riguarda di grassi, la dieta mediterranea non può non basarsi sull’olio extravergine di oliva, le cui molecole di base (acidi grassi liberi) sono i principali costituenti delle membrane cellulari.
    Inoltre l’olio extravergine di oliva, proprio per la sua peculiare distribuzione in acidi grassi (povera in saturi e ricca in monoinsaturi come gli omega 9) e per la presenza di acidi grassi essenziali polinsaturi come omega 3 e omega 6 e polifenoli rappresenta, nelle giuste quantità, lo strumento terapico fondamentale per prevenire e migliorare lo stato di salute in pazienti affetti da patologie cardiovascolari e sindromi metaboliche.

È esattamente a questi principi che i nutrizionisti di NatrixLab si sono ispirati per creare protocolli nutrizionali in grado di prevenire e curare le diverse condizioni patologiche, che grazie a Telenutrizione, la piattaforma di telemedicina NatrixLab, possono gestire in contatto diretto con i loro pazienti.

La dieta mediterranea: chi l’ha inventata?

Tutti ne parlano, ma pochi la conoscono.

A seconda del periodo, o degli argomenti che maggiormente catalizzano l’attenzione generale, ci si improvvisa allenatori, economisti, criminologi, e così via.

Ben lungi dal vederci dietro la volontà di millantare competenze non del tutto consolidate, è naturale esprimere opinioni su ciò che in un dato momento riscuote interesse, e alzi la mano chi non si è mai pronunciato, ad esempio, in merito allo spread, al mercato del lavoro o alla geopolitica, pur non essendo un esperto.

Essendo la nutrizione un ambito che riguarda tutti, a prescindere da età, sesso, cultura e area di provenienza, è naturale che sin dalla notte dei tempi siano fioriti precetti e scuole di pensiero su quale sia il regime alimentare più adatto a mantenere un buono stato di salute.

In questo e nei prossimi articoli parleremo della dieta mediterranea, la più menzionata al mondo, nonché dal 16 novembre 2010 iscritta dall’UNESCO nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Umanità.

Lo facciamo perché a nostro avviso, come accade a quei concetti che a furia di essere nominati perdono la primigenia nitidezza e inglobano elementi spuri, il concetto di ‘dieta mediterranea’, allontanandosi progressivamente dai modelli alimentari tradizionali di Italia, Grecia, Spagna e Marocco, ha finito per designare, nell’immaginario collettivo, un regime alimentare basato soprattutto sul consumo di carboidrati raffinati come pane e pasta; cosa che, come vedremo, non è affatto vera.

In questo articolo parleremo di Ancel Keys, che per primo l’ha definita; nel prossimo ne vedremo i principi metodologici; da ultimo daremo uno sguardo ad alcuni dati sulla dieta mediterranea.

Il papà della dieta mediterranea.

ancel_keysAncel Benjamin Keys, dicevamo, nato a Colorado Springs nel 1904 e deceduto a Minneapolis nel 2004, biologo e fisiologo statunitense, studiando l’epidemiologia delle malattie cardiovascolari, giunse a formulare ipotesi sull’influenza dell’alimentazione in tali patologie, e ad individuare i benefici di un regime alimentare da lui stesso definito ‘dieta mediterranea’.

Già famoso come ideatore della ‘Razione K’, razione da combattimento individuale giornaliera introdotta negli Stati Uniti d’America nel 1942 nel corso della seconda guerra mondiale, nei primi anni ’50, a Roma per il primo ‘Convegno sull’alimentazione’, rimase affascinato dal dato della bassa incidenza di patologie cardiovascolari e di disturbi gastrointestinali nella regione Campania e nell’isola di Creta, e fu il promotore del primo studio pilota per chiarire tale mistero.

Prese in esame la popolazione di Nicotera, in Calabria, e nel 1962 si trasferì a Pioppi, villaggio di pescatori del comune di Pollica, nel Cilento, dove rimase per 28 anni, e insieme ad alcuni collaboratori (Martti Karvonen, Flaminio e Alberto Fidanza, Jeremiah Stamler) studiò l’alimentazione della popolazione locale.

Dalle anamnesi che estrapolò dalle interviste dei pazienti emerse che nei paesi del sud Italia, viste le precarie condizioni economiche della popolazione, l’alimentazione era basata su cibi poveri come cereali integrali, legumi, frutta, verdura, pesce e pochissima carne.

Dopo avere studiato lo stile alimentare del ceto medio della popolazione campana e calabrese, cominciò a sottoporre i suoi pazienti negli USA allo stesso stile alimentare, riscontrando una notevole riduzione di eventi mortali per patologie cardiovascolari, ma niente di paragonabile alle percentuali nell’Italia meridionale.

Individuò l’elemento chiave nella qualità e nelle proprietà dei grassi impiegati, e in particolare nell’olio extravergine d’oliva, eleggendolo uno dei nutraceutici fondamentali per la prevenzione e la cura delle patologie cardiovascolari.

Insieme alla moglie Margaret, nel 1975 tradusse i suoi studi in forma divulgativa nel volume ‘How to eat well and stay well: the Mediterran way’ (Come mangiare bene e stare bene: lo stile mediterraneo), un libro che fece epoca e che diffuse il concetto di ‘dieta mediterranea’ in tutto il mondo.

E forse, a riprova che Ancel Keys non avesse tutti i torti, sta il fatto che morì a 100 anni compiuti!