Infiammazione da cibo e idrocolonterapia

L’intervento di NatrixLab al congresso SICT del 25-26 ottobre

Siamo già intervenuti in tema di idrocolonterapia chiedendo qualche dettaglio al Dott. Antonio Pacella, che in questa intervista ha approfondito alcuni aspetti di una pratica medica allo stesso tempo antica e controversa, e ci ha fornito qualche anticipazione sul suo intervento dal titolo ‘Gluten sensitivity e intestino’, disponibile in versione integrale in formato PDF a questo indirizzo.

Uno degli argomenti della relazione che ha suscitato maggior interesse è l’infiammazione da cibo, affrontata in tale sede con particolare riferimento alla sensibilità al glutine.

L’infiammazione da cibo sta diventando un tema di grande attualità nel campo immunologico e diagnostico: le più recenti scoperte scientifiche hanno infatti dimostrato la presenza di una vasta gamma di alimenti in grado di provocare nell’uomo un’infiammazione cronica di bassa intensità.

Una sintomatologia costituita da una serie di fastidi, talvolta anche gravi, di natura intestinale o extra intestinale, che fino a qualche anno fa veniva comunemente ricondotta nell’ambito delle intolleranze alimentari, trova oggi una più precisa collocazione nell’infiammazione da cibo: consumare spesso gli stessi alimenti, specialmente se in grande quantità, sottopone le cellule intestinali al perpetuarsi di uno stimolo che può provocare uno stato infiammatorio.

È proprio in tale contesto che si va ad inserire la sensibilità al glutine.

Sensibilità al glutine e infiammazione da cibo.

Abbiamo già parlato di sensibilità al glutine in un articolo che ne evidenzia le differenze rispetto alla celiachia, enumera i sintomi di natura intestinale e extra intestinale, e propone il Gluten Sensitivity Test, fra i primi in Italia in grado di diagnosticare tale patologia.

Quali sono le cause che rendono la sensibilità al glutine un sorvegliato speciale nell’ambito delle infiammazioni da cibo?

Il consumo in quantità sempre maggiori di cereali raffinati, e in particolare di pane, pasta, pizza e derivati, sta portando negli ultimi anni a un incremento significativo della frequenza delle reazioni avverse al glutine, con un range sempre più ampio di manifestazioni.

In Europa il consumo medio di glutine è circa 20 grammi al giorno. Ma molte persone, per via di una alimentazione ormai quasi priva di grassi, demonizzati dalle più recenti filosofie nutrizionali esistenti, arrivano a consumarne fino a 50 ed oltre nell’intera giornata.

Tra i fattori che hanno condizionato questo incremento di intolleranza al glutine non ci sono soltanto le cattive abitudini alimentari: un ruolo di primo piano va attribuito alle esigenze della produzione industriale degli alimenti, che ha favorito la selezione di varianti di grano con maggiore contenuto di glutine per ottenere impasti più elastici, ovvero più adatti alla lavorazione meccanizzata e con tempi di lievitazione inferiori rispetto al passato.

Esigenze, queste, di ambito tecnologico più che nutrizionale, perché le proteine del glutine (composto non presente in natura, che si forma quando la farina, contenente gliadina e glutenina, viene impastata con acqua) sono scarsamente digerite nello stomaco umano, e spesso giungono a contatto con la parete intestinale ancora intatte o in frammenti di grosse dimensioni, in grado di scatenare reazioni avverse di vario tipo.

In particolare la gliadina, principale proteina del glutine, altera l’omeostasi intestinale causando aumento della permeabilità intestinale, riduzione delle proteine muscolari dell’intestino, apoptosi (morte cellulare): tutto ciò va a definire non una forma attenuata di celiachia, ma appunto la sensibilità al glutine, una patologia a sé stante perché diversa dal punto di vista molecolare, sebbene scatenata dalla stessa causa.

Una volta rilevata tale patologia mediante il Gluten Sensitivity Test, un ideale protocollo terapeutico potrebbe essere costituito dall’idrocolonterapia, trattamento che permette l’eliminazione di tutti i rifiuti che si sono depositati sulle pareti intestinali, e una dieta per il recupero della tolleranza, che si basa sulla necessità di cancellare la memoria immunologica del nostro organismo mediante l’eliminazione del glutine, per poi riprogrammarla mediante la sua graduale reintroduzione.

Cereali, pseudocereali e glutine: facciamo un po’ di chiarezza

Si fa presto a dire ‘cereali’

Sapere se un alimento contiene glutine è di fondamentale importanza per chi soffre di celiachia o di sensibilità al glutine: ancor prima di leggere l’etichetta di ciò che compriamo, o di informarci su ciò che ci viene offerto, occorre avere alcune linee guida generali.

Prima ancora di definire da quali cereali derivi il glutine e da quali no, conviene stabilire cosa siano i cereali, perché il termine non è così chiaro come sembra: ad esempio, è di qualche mese fa la notizia di un disegno di legge nel quale, a tutela del Made in Italy, alcuni deputati avrebbero voluto limitare l’importazione di grano saraceno, evidentemente pensando si trattasse di un frumento alloctono utilizzato nella preparazione delle nostre paste alimentari a discapito della loro italianità.

La confusione nasce dal fatto che il termine ‘cereale’ è di ambito culturale e commerciale, non botanico: definisce cioè una materia prima in base alla tradizione d’uso e alla collocazione sul mercato, non in base alla distinzione fra differenti famiglie di piante erbacee.

Il Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana di Ottorino Pianigiani, alla voce ‘cereale’, riporta: “Appartenente a Cerere, antica Dea delle biade, la quale supponevasi avere insegnato agli uomini l’uso del frumento“.

È quindi un cereale qualsiasi pianta erbacea in grado di produrre frutti che, macinati, danno farina per pane e per altri cibi: prodotti che il culto Romano riconduceva a Cerere, dea della fertilità e dei raccolti, che aveva insegnato agli uomini la coltivazione dei campi.

Stando a questa definizione quindi, il termine ‘pseudocereale’, ormai entrato nell’uso per individuare grano saraceno, amaranto, quinoa, sarebbe improprio, perché presuppone che i “veri” cereali siano unicamente le piante appartenenti alla famiglia delle Graminacee.

schema botanico dei cereali

Cereali per alimenti con glutine

I cereali che vengono utilizzati nella preparazione di alimenti con glutine sono:

  • Frumento: le specie più importanti sono il grano tenero (Triticum vulgare), e grano duro (Triticum durum): il primo viene utilizzato per pane e prodotti da forno, il secondo per le paste alimentari.
    Da notare che il frumento è presente anche in alimenti come cuscus, semolino, cereali per colazione, prodotti precotti o surgelati con panatura, insaccati, alimenti in scatola, salse e condimenti, bevande come cioccolata, birra, gin, whiskey e vodka.
  • Kamut: è un marchio registrato della società americana Kamut International, che designa una varietà di grano duro, quindi impiegato nella preparazione di alimenti con glutine.Viene impiegato nella preparazione di cereali per la colazione, muesli, minestre, zuppe, e la farina che se ne ricava è usata nella preparazione di pane, pasta, biscotti, spuntini, focacce, crespelle.
  • Farro: varietà di grano molto popolare nell’antica Roma, con valore nutrizionale simile al grano tenero (Triticum spelta, Triticum monococco).È molto diffuso sotto forma di grani (zuppe, minestre, ecc.) oppure sotto forma di farina per la preparazione di paste, dolci, ecc.
  • Segale: è il cereale tipico dei Paesi Nord Europei, dove la farina è usata da sola o mescolata al frumento per fare il pane di segale dal caratteristico colore scuro. Contiene secalina, che al pari della gliadina concorre alla formazione del glutine.
  • Orzo: (Hordeum vulgare) è utilizzato prevalentemente come malto per la produzione della birra, del whiskey e nella panificazione; come succedaneo del caffè dopo torrefazione e per la preparazione di prodotti dietetici.
    Contiene un omologo della gliadina del grano chiamata ordeina.
  • Avena: (Avena sativa) è la specie più nota del genere Avena. Storicamente l’avena è stata sempre esclusa dall’alimentazione gluten free a causa della presenza, come proteina di riserva, dell’avenina.Ad oggi si consiglia di introdurre nella dieta, anche se in piccole dosi, solo avena di cui si conosce l’assenza di contaminazione con cereali contenenti glutine.

Cereali per alimenti senza glutine

Fra i cereali alla base di alimenti senza glutine annoveriamo:

  • Mais: (Zea mays) il mais è un cereale naturalmente privo delle proteine che formano il glutine, utilizzato nell’alimentazione come: pop corn e corn flakes, olio estratto dal germe, snack e prodotti della macinazione della cariosside. Il mais può essere utilizzato per la produzione della birra al posto dell’orzo, oppure consumato sotto forma di farina (polenta).
  • Riso: (Oryza sativa) è uno dei cereali più ricchi di amido (oltre il 75%) e poveri di proteine (6-7%).
  • Miglio: (Panicum miliaceum) largamente usato all’epoca dei Romani e oggi in disuso a favore di cereali più produttivi. Può essere presente in zuppe e minestre ai cereali.

“Pseudocereali”

Gli “pseudo cereali”, ovvero i cereali non facenti parte della famiglia delle Graminacee, sono:

  • Amaranto: (Amaranthus caudatus, Amaranthus cruentus e Amaranthus hypochondriacus) non dà origine ad alimenti con glutine, i semi possono essere presenti in zuppe e minestre a base di legumi e cereali.
  • Quinoa: (Chenopodium quinoa) non contiene glutine ed è molto ricca di proteine. I semi possono essere presenti in zuppe e minestre a base di legumi e cereali.
  • Grano saraceno: (Fagopyrum esculentum) è stato sempre collocato tra i cereali pur non appartenendo alla famiglia delle Graminacee. È una buona fonte di fibre e di minerali ed è privo di glutine, viene utilizzato nelle minestre, specialmente di verdure e, in forma di farina, per la polenta saracena, crespelle e la preparazione della pasta alimentare.

La Gluten Sensitivity: quella “zona grigia” fra salute e celiachia

Cos’è la Gluten Sensitivity (sensibilità al glutine)

Per chiarire cosa sia la Gluten Sensitivity (sensibilità al glutine) occorre prima dire cosa non è: non si tratta infatti di celiachia né di allergia al grano, sebbene i sintomi si manifestino dopo l’assunzione di glutine e vadano in rapida remissione con l’eliminazione del glutine dalla dieta.

Il Prof. Alessio Fasano, coordinatore del gruppo di ricerca sulla celiachia dell’Università del Maryland, e autore del primo studio di un certo rilievo su questo tema, la spiega così: “Provate a immaginare il rapporto con il glutine su uno spettro continuo.

Ad un’estremità dello spettro ci sono i pazienti celiaci, che non tollerano nemmeno un grammo di glutine nella dieta.
All’estremità opposta, invece, ci sono le persone fortunate che possono mangiare la pizza, la pasta e i biscotti e bere la birra senza sentirsi male.

Nel mezzo, nella zona grigia dello spettro ci sono le reazioni al glutine, come quelle di sensibilità, su cui fino ad oggi si sapeva ben poco.
Proprio in questa zona stiamo cercando le risposte relative alla diagnosi e alla cura della Gluten Sensitivity, che oggi sappiamo essere una patologia specifica”.

In base ai primi dati forniti dal Prof. Fasano, il fenomeno sembra interessare il 6% della popolazione americana, e considerate le abitudini alimentari del nostro Paese, decisamente orientate verso cibi contenenti glutine (pane, pasta, pizza), è ragionevole presumere che tale percentuale sia da ritoccare al rialzo.

Sintomatologia

A differenza della celiachia, in cui l’ingestione di glutine provoca il danneggiamento della mucosa intestinale con conseguente malassorbimento, nella Gluten Sensitivity la sintomatologia, che è dose dipendente e può essere intestinale e/o extra-intestinale, è più riconducibile a quella data dalle reazioni avverse agli alimenti, le cosiddette “allergie ritardate”, o più conosciute ma impropriamente definite “intolleranze alimentari“.

tabella sintomi gluten sensitivity

In particolare, fra i sintomi intestinali si registrano: difficoltà digestive, gonfiore addominale, senso di nausea, dolore e crampi addominali, iperacidità gastrica, gastrite, diarrea, stipsi, irregolarità intestinale, flatulenza, aerofagia.

A livello extra-intestinale invece possiamo annoverare: stanchezza cronica, difficoltà di concentrazione e sonnolenza, orticaria, acne, dermatite, cefalea, emicrania, asma, tosse, raucedine, eccesso di muco, alterazione della pressione arteriosa, palpitazioni, disturbi della libido, infiammazioni uro-genitali frequenti, crampi, tremori muscolari, debolezza muscolare, dolori articolari e muscolari.

Diagnosi di Gluten Sensitivity

copertina pieghevole test gluten sensitivityNatrixLab, sulla scorta di più di un decennio di esperienza nella diagnosi e nella ricerca delle intolleranze alimentari, ha messo a punto e reso disponibile a farmacie, laboratori di analisi, medici nutrizionisti il “Gluten Sensitivity & Celiac Test”, fra i primi sul mercato italiano.

Il Gluten Sensitivity & Celiac Test utilizza la metodica standardizzata ELISA, che offre un alto grado di sensibilità e specificità per i marcatori di sensibilità al glutine presi in analisi.

Gli esami specifici che si vanno ad effettuare sono la valutazione della presenza di anticorpi IgA totali, di anticorpi anti-transglutamminasi IgA (o IgG nel caso di scarso titolo di IgA totali) per escludere la possibile diagnosi di celiachia, e di anticorpi anti gliadina IgA e IgG per rilevare la possibile presenza di Gluten Sensitivity.

Trattamento

login telenutrizioneL’unico trattamento efficace ad oggi conosciuto per alleviare o migliorare i sintomi di questa sensibilità consiste nel seguire un protocollo dietetico che induce remissione della sensibilità al glutine.

Un’alimentazione corretta, oltre a far regredire i sintomi in tempi rapidi (già nel primo mese si assiste alla regressione della sintomatologia), previene lo sviluppo di altre allergie o sensibilità e soprattutto il possibile instaurarsi della vera e propria malattia celiaca.

NatrixLab, che insieme alla diagnostica ha individuato percorsi per il recupero delle tolleranze alimentari, ha messo a punto protocolli ormai ampiamente collaudati, che si basano sulla necessità di cancellare la memoria immunologica del nostro organismo e riprogrammarla.

A beneficio di farmacie, laboratori di analisi, nutrizionisti, NatrixLab mette a disposizione Telenutrizione®: una piattaforma telematica da offrire ai pazienti per seguire, in contatto diretto con una equipe medica, specifici protocolli alimentari, fra i quali la dieta per il recupero della tolleranza al glutine.

Grazie a Telenutrizione® sono sufficienti un PC e una connessione internet per essere accompagnati passo passo attraverso il percorso, con la possibilità di compilare il proprio diario alimentare, evitare errori e tenere sotto controllo l’andamento della terapia, ricorrendo, ove necessario, al consulto diretto col medico.

Informazioni e approfondimenti

Per avere informazioni sul Gluten Sensitivity & Celiac Test, contatta NatrixLab all’indirizzo email info@natrixlab.it, oppure chiama lo 0522 514537.