Si scrive nutrizione, si legge prevenzione: Natrix a Spazio Nutrizione 2016

La nutrizione come via maestra per la salute e il benessere collettivo

Il concetto che “prevenire è meglio che curare” sta caratterizzando l’approccio alla salute di un numero sempre maggiore di persone, che attribuiscono sempre maggiore importanza alla prevenzione e al ‘mantenimento del benessere’.

Al centro di questo nuovo approccio c’è la nutrizione, perché è sempre più evidente al pubblico il ruolo chiave delle scelte alimentari per la salute e il benessere della persona e per la sostenibilità dell’attuale modello di società.

Natrix parteciperà a Spazio Nutrizione 2016, in programma a Milano dal 5 al 7 maggio 2016, presso lo stand B30, con proposte dedicate ai professionisti della nutrizione all’insegna della qualità e dell’innovazione, nell’ambito della diagnostica, del software, delle macchine medicali e dei servizi di comunicazione per la salute.

Diagnostica, nutrizione e analisi lipidomica

Natrix, che ha da sempre avuto un’attenzione particolare alla corretta alimentazione come strategia efficace e naturale per prevenire le patologie più diffuse, e collabora in tal senso con molti professionisti della nutrizione nella fase diagnostica, presenterà a Spazio Nutrizione 2016:

  • Gluten Sensitivity Test: determina la presenza di marcatori di sensibilità al glutine non celiaca;
  • Benessere Intestinale: l’In Flora Scan è un test completo per la valutazione del microbiota, dello stato infiammatorio dell’intestino, delle capacità digestive e della permeabilità In particolare il Dysbio Check valuta il tipo di disbiosi intestinale rilevando la presenza nelle urine di due metaboliti del triptofano, denominati Indicano e Scatolo;
  • sindrome_metabolicaNuovi test diagnostici con analisi lipidomica: sono ben quattro i test diagnostici basati sulla valutazione qualitativa e quantitativa degli acidi grassi della membrana eritrocitaria:
    1. Lipidomic Profile: valuta l’assetto lipidico delle membrane e permette di capire lo stato di salute generale dell’organismo.
    2. Cardio Omega Test: mediante l’analisi qualitativa e quantitativa degli acidi grassi di membrana, valuta i marcatori molecolari correlati all’insorgenza delle patologie del sistema cardiocircolatorio, per una tempestiva ed efficace azione di prevenzione.
    3. Metabolic Profile Basic: valuta il dosaggio di ormoni strettamente correlati al tessuto adiposo viscerale per rilevare la presenza di eventuali danni indotti da alterazioni al metabolismo.
    4. Cell Skin Profile: mediante l’analisi degli acidi grassi di membrana, insieme a valori espressi dai marker correlati allo stress ossidativo, restituisce un quadro completo della salute del derma, al fine di intraprendere un adeguato protocollo nutrizionale e nutraceutico da associare a un trattamento dermocosmetico.

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Nutrizione e mobile health: la piattaforma di telemedicina Telenutrizione Cloud

tncloudGrazie all’integrazione fra conoscenze mediche e competenze informatiche, Natrix ha sviluppato Telenutrizione, una piattaforma di telemedicina per fornire servizi nutrizionali, a disposizione dei professionisti della nutrizione che intendono seguire i propri pazienti in modo efficiente e mirato.

Grazie a Telenutrizione, il professionista della nutrizione potrà incrementare l’efficienza e la qualità delle proprie prestazioni, offrendo un servizio innovativo ai pazienti.

In particolare, Telenutrizione offre:

  • Un filo diretto con lo specialista, col quale interagire mediante televisita, chat, email.
  • movita_nwslUna cartella clinica elettronica, sulla quale riportare dati anagrafici, clinici, antropometrici.
  • Una dieta attiva, mediante la quale il sistema proporrà al paziente le alternative possibili ad ogni pasto in base al protocollo alimentare elaborato dallo specialista.
  • Il calcolo automatico del saldo calorico giornaliero, mediante il quale tenere sotto controllo le calorie ingerite anche a seconda dell’attività svolta.
  • Una reportistica sull’andamento del percorso, per valutare i progressi e i risultati ottenuti.
  • Il rilevamento automatico dei parametri vitali del paziente grazie ai dispositivi Movita, specificamente progettati per l’utilizzo con la piattaforma.

La piattaforma è personalizzabile a seconda delle specifiche esigenze dello specialista della nutrizione.

Newcolon, la macchina per idrocolonterapia

newcolonNatrix propone agli specialisti della nutrizione Newcolon, la macchina per idrocolonterapia progettata con particolare attenzione alla praticità d’uso, sia per quanto riguarda la trasportabilità sia per quanto riguarda il pannello di controllo.

Newcolon è composta infatti di due sezioni separabili tra loro (la parte superiore è il dispositivo vero e proprio, quella inferiore è il carrello di supporto), è di dimensioni compatte, facilmente trasportabile, e non avendo batterie interne di alcun tipo, viene alimentata a bassa tensione, con riduzione al minimo dei rischi per paziente e operatore, da un piccolo alimentatore esterno AC/DC medical grade a doppio isolamento.

Display grafico con touch screen, microprocessore interno che elabora i dati dei trattamenti, telecomando per il controllo dell’irrigazione e dello scarico del paziente, filtro acqua antibatterico monouso sono alcune delle prerogative della macchina.

Comunicare la salute e la nutrizione

L’ambito della nutrizione richiede un’attività formativa e informativa dedicata e professionale: da un lato le informazioni presenti in rete e sui social network sono molte, variegate e talvolta contraddittorie; dall’altro l’interesse del pubblico è molto elevato, e fonti privilegiate di informazione sono i blog a tema e soprattutto i social network.

Per lo specialista della nutrizione diventa quindi molto importante essere nei luoghi virtuali in cui le persone cercano informazioni e contenuti di valore, privilegiando il pubblico nelle vicinanze dello studio medico.

Natrix propone ai professionisti della nutrizione due servizi dedicati:

Siti internet: il servizio Ready Website

webIl Ready Website è pensato per i professionisti che intendono dotarsi rapidamente e con poco dispendio di risorse di un sito internet mediante il quale presentare i propri servizi, senza rinunciare a tutte le prerogative necessarie per avere oggi una buona visibilità in rete.

In particolare, il servizio Ready Website:

  • Permette di essere online in poco tempo
  • È comprensivo di linee guida per la realizzazione del materiale e di un supporto tecnico
  • Permette di inserire nuovi contenuti in autonomia, specie per attività di blogging
  • Non richiede alcun investimento iniziale

Social media marketing

facebook

Una fanpage Facebook professionale, con un palinsesto di contenuti in grado di coinvolgere il maggior numero di persone, è uno strumento dal quale far nascere numerose opportunità, in quanto:

  • I social network permettono di comunicare con il singolo individuo, in modo bidirezionale
  • Grazie ai social network è possibile raggiungere anche un pubblico tradizionalmente difficile da coinvolgere
  • Facebook in particolare permette di profilare in modo molto preciso il target delle comunicazioni in base ad area geografica, età, sesso e preferenze.

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Rischio cardiovascolare e nutrizione: un po’ di numeri… e una formula magica.

Eziologia del rischio cardiovascolare.

Le malattie cardiovascolari, causate dall’accumulo di colesterolo e altre sostanze sulle pareti delle arterie (placca arteriosclerotica), sono la prima causa di mortalità al mondo.

Secondo i dati ISTISAN, in Italia 160.000 persone ogni anno sono colpite da un attacco cardiaco, con un’incidenza della mortalità per malattie del sistema cardiocircolatorio che per il 38,7% riguarda soggetti di sesso maschile mentre per il 48,4% quelli di sesso femminile.

L’eziologia di tali patologie è multifattoriale: ci sono cioè più fattori di rischio che contemporaneamente contribuiscono alla loro insorgenza e sviluppo, e in accordo a determinati standard italiani ed europei, NatrixLab propone un test per calcolare il rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare nei prossimi 10 anni in un individuo asintomatico.

Diamo ora un’occhiata a questi fattori, alcuni dei quali sono modificabili, ovvero ridimensionabili grazie a mutamenti nello stile di vita o a terapie farmacologiche; altri invece no.

I fattori modificabili sono:

  • Fumo: la nicotina accelera il battito cardiaco, mentre il monossido di carbonio diminuisce la quantità di ossigeno nel sangue, inducendo un aumento di radicali liberi che vanno ad alimentare lo stress ossidativo velocizzando il processo arteriosclerotico;
  • Stili alimentari scorretti: una dieta sbilanciata con un eccessivo apporto di grassi saturi determina un aumento delle concentrazioni plasmatiche delle lipoproteine LDL, che sono alla base della genesi della placca aterosclerotica;
  • Pressione arteriosa: la pressione alta costringe il muscolo cardiaco a un superlavoro e favorisce la formazione di placche arteriosclerotiche sulle pareti delle arterie;
  • Colesterolemia totale: il colesterolo eccessivo aumenta il rischio che si depositi sulle pareti delle arterie;
  • HDL – Colesterolemia: si tratta di una lipoproteina ad alta densità utile per rimuovere il colesterolo in eccesso. Minore è la sua quantità, maggiore è il rischio cardiovascolare;
  • Diabete: favorisce l’arteriosclerosi perché contribuisce all’irrigidimento dell’endotelio vasale delle arterie, e promuove processi ossidativi incrementando il rischio cardiovascolare;
  • Sovrappeso e obesità: l’eccesso di peso aumenta il rischio di ipertensione, ipercolesterolemia e diabete, fattori di rischio per malattie cardiovascolari e ictus;
  • Sedentarietà: l’attività fisica riduce il grasso corporeo, permette un buon controllo della glicemia, aumenta la sensibilità all’insulina, abbassa il colesterolo ‘cattivo’ e aumenta quello ‘buono’.

I fattori non modificabili sono:

  • Sesso: nella donna il rischio di malattie cardiovascolari aumenta sensibilmente dopo la menopausa;
  • Ereditarietà: parenti con dislipidemia, o con eventi cardiovascolari prima dei 60 anni;
  • Età: il rischio aumenta progressivamente con il passare degli anni.

La dieta mediterranea? Una formula magica!

checkup_profiles_testNei due articoli precedenti, parlando prima di Ancel Keys, inventore della dieta mediterranea, poi dei principi di tale stile alimentare, è emerso fin da subito come la dieta mediterranea, interpretata nel senso proprio del termine e inserita nel contesto di uno stile di vita sano, sia una delle leve fondamentali per agire sui fattori modificabili che vanno a ridurre il rischio di contrarre patologie cardiovascolari.

C’è solo l’imbarazzo della scelta nel citare studi in tal senso. Ad esempio, lo studio del 2013 di Joanna Hlebowicz et al., ‘A high diet quality is associated with lower incidence of cardiovascular events in the Malmo diet and cancer cohort’, descrive come i modelli alimentari ad elevato consumo di verdura, legumi, frutta, frutta a guscio, prodotti integrali e grassi mono e polinsaturi riducano il rischio di eventi cardiovascolari nel 32% degli uomini e nel 27% delle donne.

In questo caso si potrebbe addirittura smentire chi afferma che non esista una formula magica per stare bene, perché non sarà certo magica, ma esiste, si chiama Mediterranean Adequacy Index (MAI-IAM), e il valore viene ottenuto dividendo la somma delle percentuali di chilocalorie totali proveniente da gruppi alimentari appartenenti alla dieta mediterranea per la somma delle percentuali di chilocalorie totali fornita da gruppi alimentari non appartenenti a tale regime alimentare, ovvero:

MAI-IAM = (% kcal cereali + patate + legumi + ortaggi + frutta + pesce + oli d’oliva e semi + vino)
(% kcal latte + formaggi + carne + uova + grassi animali e margarine + dolciumi + zucchero)

Se il risultato dell’indice MAI-IAM è compreso fra 5 e 10, significa che ci stiamo prendendo adeguatamente cura del nostro cuore e in ultima analisi della nostra salute: fatti salvi i fattori di rischio non modificabili, è infatti possibile misurare il rischio globale di sviluppare una patologia cardiovascolare e ridurre notevolmente tale indice agendo sul nostro stile di vita.

La dieta mediterranea: chi l’ha inventata?

Tutti ne parlano, ma pochi la conoscono.

A seconda del periodo, o degli argomenti che maggiormente catalizzano l’attenzione generale, ci si improvvisa allenatori, economisti, criminologi, e così via.

Ben lungi dal vederci dietro la volontà di millantare competenze non del tutto consolidate, è naturale esprimere opinioni su ciò che in un dato momento riscuote interesse, e alzi la mano chi non si è mai pronunciato, ad esempio, in merito allo spread, al mercato del lavoro o alla geopolitica, pur non essendo un esperto.

Essendo la nutrizione un ambito che riguarda tutti, a prescindere da età, sesso, cultura e area di provenienza, è naturale che sin dalla notte dei tempi siano fioriti precetti e scuole di pensiero su quale sia il regime alimentare più adatto a mantenere un buono stato di salute.

In questo e nei prossimi articoli parleremo della dieta mediterranea, la più menzionata al mondo, nonché dal 16 novembre 2010 iscritta dall’UNESCO nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Umanità.

Lo facciamo perché a nostro avviso, come accade a quei concetti che a furia di essere nominati perdono la primigenia nitidezza e inglobano elementi spuri, il concetto di ‘dieta mediterranea’, allontanandosi progressivamente dai modelli alimentari tradizionali di Italia, Grecia, Spagna e Marocco, ha finito per designare, nell’immaginario collettivo, un regime alimentare basato soprattutto sul consumo di carboidrati raffinati come pane e pasta; cosa che, come vedremo, non è affatto vera.

In questo articolo parleremo di Ancel Keys, che per primo l’ha definita; nel prossimo ne vedremo i principi metodologici; da ultimo daremo uno sguardo ad alcuni dati sulla dieta mediterranea.

Il papà della dieta mediterranea.

ancel_keysAncel Benjamin Keys, dicevamo, nato a Colorado Springs nel 1904 e deceduto a Minneapolis nel 2004, biologo e fisiologo statunitense, studiando l’epidemiologia delle malattie cardiovascolari, giunse a formulare ipotesi sull’influenza dell’alimentazione in tali patologie, e ad individuare i benefici di un regime alimentare da lui stesso definito ‘dieta mediterranea’.

Già famoso come ideatore della ‘Razione K’, razione da combattimento individuale giornaliera introdotta negli Stati Uniti d’America nel 1942 nel corso della seconda guerra mondiale, nei primi anni ’50, a Roma per il primo ‘Convegno sull’alimentazione’, rimase affascinato dal dato della bassa incidenza di patologie cardiovascolari e di disturbi gastrointestinali nella regione Campania e nell’isola di Creta, e fu il promotore del primo studio pilota per chiarire tale mistero.

Prese in esame la popolazione di Nicotera, in Calabria, e nel 1962 si trasferì a Pioppi, villaggio di pescatori del comune di Pollica, nel Cilento, dove rimase per 28 anni, e insieme ad alcuni collaboratori (Martti Karvonen, Flaminio e Alberto Fidanza, Jeremiah Stamler) studiò l’alimentazione della popolazione locale.

Dalle anamnesi che estrapolò dalle interviste dei pazienti emerse che nei paesi del sud Italia, viste le precarie condizioni economiche della popolazione, l’alimentazione era basata su cibi poveri come cereali integrali, legumi, frutta, verdura, pesce e pochissima carne.

Dopo avere studiato lo stile alimentare del ceto medio della popolazione campana e calabrese, cominciò a sottoporre i suoi pazienti negli USA allo stesso stile alimentare, riscontrando una notevole riduzione di eventi mortali per patologie cardiovascolari, ma niente di paragonabile alle percentuali nell’Italia meridionale.

Individuò l’elemento chiave nella qualità e nelle proprietà dei grassi impiegati, e in particolare nell’olio extravergine d’oliva, eleggendolo uno dei nutraceutici fondamentali per la prevenzione e la cura delle patologie cardiovascolari.

Insieme alla moglie Margaret, nel 1975 tradusse i suoi studi in forma divulgativa nel volume ‘How to eat well and stay well: the Mediterran way’ (Come mangiare bene e stare bene: lo stile mediterraneo), un libro che fece epoca e che diffuse il concetto di ‘dieta mediterranea’ in tutto il mondo.

E forse, a riprova che Ancel Keys non avesse tutti i torti, sta il fatto che morì a 100 anni compiuti!