I test sulle intolleranze alimentari di NatrixLab

NatrixLab al Nutrisan di Bolzano

NatrixLab, che da più di un decennio opera nel settore della diagnostica sulle intolleranze alimentari, parteciperà con un proprio stand al Nutrisan, la manifestazione su intolleranza alimentare e corretta alimentazione in programma a Bolzano dal 7 al 9 novembre 2014.

L’approccio di Nutrisan al concetto di ‘salute’ non è esclusivamente terapeutico, ma riguarda gli aspetti della prevenzione e del comportamento consapevole, allo scopo di diffondere la cultura di una corretta alimentazione e incrementare la qualità di vita per persone con intolleranze alimentari.

I settori dell’esposizione sono sei:

  1. Alimenti per intolleranti e allergici;
  2. Alimenti per particolari fasi della vita;
  3. Alimenti speciali per problemi di salute legati all’alimentazione;
  4. Functional/fortified food;
  5. Integratori naturali, tisane, erbe e fitoterapia;
  6. Attrezzi terapeutici.

In tale contesto, pensato sia per medici e farmacisti sia per persone con intolleranze alimentari o allergie, NatrixLab sarà a disposizione allo Stand A04/13 per informazioni sui propri test diagnostici.

I test sulle intolleranze alimentari di NatrixLab

Sono quattro in particolare i test di NatrixLab oggetto d’attenzione a Nutrisan, ovvero:

  1. Food Intolerance Test
    Le intolleranze alimentari (o forme allergiche ritardate) sono da associare a una vasta tipologia di sintomi che può interessare tutte le fasce d’età. Il Food Intolerance Test di NatrixLab, che si avvale della metodica ELISA, è disponibile nelle pannellature da 46, 92, 184 alimenti.Nel referto è incluso l’elenco degli alimenti, con a fianco di ciascun elemento non tollerato un istogramma che indica l’intensità della reazione nei confronti delle proteine alimentari caratteristiche di quel particolare alimento.Una volta eseguito il test, NatrixLab può anche fornire al paziente il protocollo alimentare per il recupero della tolleranza, che prevede dapprima l’eliminazione totale degli alimenti rilevati nel test, per proseguire poi con una graduale reintroduzione degli alimenti nella dieta.
  2. Celiac Test
    Il Celiac Test di NatrixLab, che si avvale della metodica ELISA ed è affidabile anche nei bambini a partire da un anno di età, permette di valutare la presenza di intolleranza permanente al glutine mediante il dosaggio degli anticorpi di classe G e A (IgG e IgA).Occorre osservare che la celiachia è una patologia sottostimata: in Italia si stima che vi siano poco più di 70.000 celiaci noti, a fronte di un numero reale valutato di circa 500.000 interessati.Eseguire il test in modo tempestivo e la conseguente adozione di un regime alimentare privo di glutine portano a un miglioramento e alla remissione totale della sintomatologia.
  3. Gluten Sensitivity Test
    I soggetti che soffrono di disturbi intestinali ed extra-intestinali correlati all’assunzione di glutine, ma che non sono né celiaci né allergici al frumento, rientrano in quella ‘zona grigia fra salute e celiachia’ oggi definita ‘sensibilità al glutine non celiaca’, di cui abbiamo diffusamente parlato in questo articolo.
    NatrixLab è fra i primi in Italia a proporre il Gluten Sensitivity Test, che sempre basandosi sulla metodica standardizzata ELISA, una volta esclusa la diagnosi di celiachia, offre un alto grado di sensibilità per i marcatori di sensibilità al glutine presi in analisi.
    Anche in questo caso, NatrixLab offre, a seguito della diagnosi di sensibilità al glutine, un collaudato protocollo di recupero tolleranza, che offre benefici in tempi rapidi (già dal primo mese si assiste alla regressione della sintomatologia) e previene il possibile instaurarsi della vera e propria malattia celiaca.
  4. Dysbio Check
    Lungo il tratto digestivo staziona un’enorme quantità di batteri, a costituire un vero e proprio organo, il microbiota.Il tipo ed il numero di batteri intestinali contribuiscono a determinare lo stato di benessere o malessere dell’apparato digerente e dell’intero organismo.Con il termine Disbiosi s’intende l’alterazione della microflora, prevalentemente batterica, che alberga nell’intestino e causa sintomi estremamente variabili che rappresentano oggi un forte disagio sociale.
    Il Dysbio Check di NatrixLab è un test indiretto rileva la presenza nelle urine di due metaboliti del triptofano (e quindi derivati da un’incompleta digestione proteica), denominati Indicano e Scatolo, consentendo di verificare l’eventuale presenza di fenomeni fermentativi e/o putrefattivi a livello intestinale.

Cereali, pseudocereali e glutine: facciamo un po’ di chiarezza

Si fa presto a dire ‘cereali’

Sapere se un alimento contiene glutine è di fondamentale importanza per chi soffre di celiachia o di sensibilità al glutine: ancor prima di leggere l’etichetta di ciò che compriamo, o di informarci su ciò che ci viene offerto, occorre avere alcune linee guida generali.

Prima ancora di definire da quali cereali derivi il glutine e da quali no, conviene stabilire cosa siano i cereali, perché il termine non è così chiaro come sembra: ad esempio, è di qualche mese fa la notizia di un disegno di legge nel quale, a tutela del Made in Italy, alcuni deputati avrebbero voluto limitare l’importazione di grano saraceno, evidentemente pensando si trattasse di un frumento alloctono utilizzato nella preparazione delle nostre paste alimentari a discapito della loro italianità.

La confusione nasce dal fatto che il termine ‘cereale’ è di ambito culturale e commerciale, non botanico: definisce cioè una materia prima in base alla tradizione d’uso e alla collocazione sul mercato, non in base alla distinzione fra differenti famiglie di piante erbacee.

Il Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana di Ottorino Pianigiani, alla voce ‘cereale’, riporta: “Appartenente a Cerere, antica Dea delle biade, la quale supponevasi avere insegnato agli uomini l’uso del frumento“.

È quindi un cereale qualsiasi pianta erbacea in grado di produrre frutti che, macinati, danno farina per pane e per altri cibi: prodotti che il culto Romano riconduceva a Cerere, dea della fertilità e dei raccolti, che aveva insegnato agli uomini la coltivazione dei campi.

Stando a questa definizione quindi, il termine ‘pseudocereale’, ormai entrato nell’uso per individuare grano saraceno, amaranto, quinoa, sarebbe improprio, perché presuppone che i “veri” cereali siano unicamente le piante appartenenti alla famiglia delle Graminacee.

schema botanico dei cereali

Cereali per alimenti con glutine

I cereali che vengono utilizzati nella preparazione di alimenti con glutine sono:

  • Frumento: le specie più importanti sono il grano tenero (Triticum vulgare), e grano duro (Triticum durum): il primo viene utilizzato per pane e prodotti da forno, il secondo per le paste alimentari.
    Da notare che il frumento è presente anche in alimenti come cuscus, semolino, cereali per colazione, prodotti precotti o surgelati con panatura, insaccati, alimenti in scatola, salse e condimenti, bevande come cioccolata, birra, gin, whiskey e vodka.
  • Kamut: è un marchio registrato della società americana Kamut International, che designa una varietà di grano duro, quindi impiegato nella preparazione di alimenti con glutine.Viene impiegato nella preparazione di cereali per la colazione, muesli, minestre, zuppe, e la farina che se ne ricava è usata nella preparazione di pane, pasta, biscotti, spuntini, focacce, crespelle.
  • Farro: varietà di grano molto popolare nell’antica Roma, con valore nutrizionale simile al grano tenero (Triticum spelta, Triticum monococco).È molto diffuso sotto forma di grani (zuppe, minestre, ecc.) oppure sotto forma di farina per la preparazione di paste, dolci, ecc.
  • Segale: è il cereale tipico dei Paesi Nord Europei, dove la farina è usata da sola o mescolata al frumento per fare il pane di segale dal caratteristico colore scuro. Contiene secalina, che al pari della gliadina concorre alla formazione del glutine.
  • Orzo: (Hordeum vulgare) è utilizzato prevalentemente come malto per la produzione della birra, del whiskey e nella panificazione; come succedaneo del caffè dopo torrefazione e per la preparazione di prodotti dietetici.
    Contiene un omologo della gliadina del grano chiamata ordeina.
  • Avena: (Avena sativa) è la specie più nota del genere Avena. Storicamente l’avena è stata sempre esclusa dall’alimentazione gluten free a causa della presenza, come proteina di riserva, dell’avenina.Ad oggi si consiglia di introdurre nella dieta, anche se in piccole dosi, solo avena di cui si conosce l’assenza di contaminazione con cereali contenenti glutine.

Cereali per alimenti senza glutine

Fra i cereali alla base di alimenti senza glutine annoveriamo:

  • Mais: (Zea mays) il mais è un cereale naturalmente privo delle proteine che formano il glutine, utilizzato nell’alimentazione come: pop corn e corn flakes, olio estratto dal germe, snack e prodotti della macinazione della cariosside. Il mais può essere utilizzato per la produzione della birra al posto dell’orzo, oppure consumato sotto forma di farina (polenta).
  • Riso: (Oryza sativa) è uno dei cereali più ricchi di amido (oltre il 75%) e poveri di proteine (6-7%).
  • Miglio: (Panicum miliaceum) largamente usato all’epoca dei Romani e oggi in disuso a favore di cereali più produttivi. Può essere presente in zuppe e minestre ai cereali.

“Pseudocereali”

Gli “pseudo cereali”, ovvero i cereali non facenti parte della famiglia delle Graminacee, sono:

  • Amaranto: (Amaranthus caudatus, Amaranthus cruentus e Amaranthus hypochondriacus) non dà origine ad alimenti con glutine, i semi possono essere presenti in zuppe e minestre a base di legumi e cereali.
  • Quinoa: (Chenopodium quinoa) non contiene glutine ed è molto ricca di proteine. I semi possono essere presenti in zuppe e minestre a base di legumi e cereali.
  • Grano saraceno: (Fagopyrum esculentum) è stato sempre collocato tra i cereali pur non appartenendo alla famiglia delle Graminacee. È una buona fonte di fibre e di minerali ed è privo di glutine, viene utilizzato nelle minestre, specialmente di verdure e, in forma di farina, per la polenta saracena, crespelle e la preparazione della pasta alimentare.

La Gluten Sensitivity: quella “zona grigia” fra salute e celiachia

Cos’è la Gluten Sensitivity (sensibilità al glutine)

Per chiarire cosa sia la Gluten Sensitivity (sensibilità al glutine) occorre prima dire cosa non è: non si tratta infatti di celiachia né di allergia al grano, sebbene i sintomi si manifestino dopo l’assunzione di glutine e vadano in rapida remissione con l’eliminazione del glutine dalla dieta.

Il Prof. Alessio Fasano, coordinatore del gruppo di ricerca sulla celiachia dell’Università del Maryland, e autore del primo studio di un certo rilievo su questo tema, la spiega così: “Provate a immaginare il rapporto con il glutine su uno spettro continuo.

Ad un’estremità dello spettro ci sono i pazienti celiaci, che non tollerano nemmeno un grammo di glutine nella dieta.
All’estremità opposta, invece, ci sono le persone fortunate che possono mangiare la pizza, la pasta e i biscotti e bere la birra senza sentirsi male.

Nel mezzo, nella zona grigia dello spettro ci sono le reazioni al glutine, come quelle di sensibilità, su cui fino ad oggi si sapeva ben poco.
Proprio in questa zona stiamo cercando le risposte relative alla diagnosi e alla cura della Gluten Sensitivity, che oggi sappiamo essere una patologia specifica”.

In base ai primi dati forniti dal Prof. Fasano, il fenomeno sembra interessare il 6% della popolazione americana, e considerate le abitudini alimentari del nostro Paese, decisamente orientate verso cibi contenenti glutine (pane, pasta, pizza), è ragionevole presumere che tale percentuale sia da ritoccare al rialzo.

Sintomatologia

A differenza della celiachia, in cui l’ingestione di glutine provoca il danneggiamento della mucosa intestinale con conseguente malassorbimento, nella Gluten Sensitivity la sintomatologia, che è dose dipendente e può essere intestinale e/o extra-intestinale, è più riconducibile a quella data dalle reazioni avverse agli alimenti, le cosiddette “allergie ritardate”, o più conosciute ma impropriamente definite “intolleranze alimentari“.

tabella sintomi gluten sensitivity

In particolare, fra i sintomi intestinali si registrano: difficoltà digestive, gonfiore addominale, senso di nausea, dolore e crampi addominali, iperacidità gastrica, gastrite, diarrea, stipsi, irregolarità intestinale, flatulenza, aerofagia.

A livello extra-intestinale invece possiamo annoverare: stanchezza cronica, difficoltà di concentrazione e sonnolenza, orticaria, acne, dermatite, cefalea, emicrania, asma, tosse, raucedine, eccesso di muco, alterazione della pressione arteriosa, palpitazioni, disturbi della libido, infiammazioni uro-genitali frequenti, crampi, tremori muscolari, debolezza muscolare, dolori articolari e muscolari.

Diagnosi di Gluten Sensitivity

copertina pieghevole test gluten sensitivityNatrixLab, sulla scorta di più di un decennio di esperienza nella diagnosi e nella ricerca delle intolleranze alimentari, ha messo a punto e reso disponibile a farmacie, laboratori di analisi, medici nutrizionisti il “Gluten Sensitivity & Celiac Test”, fra i primi sul mercato italiano.

Il Gluten Sensitivity & Celiac Test utilizza la metodica standardizzata ELISA, che offre un alto grado di sensibilità e specificità per i marcatori di sensibilità al glutine presi in analisi.

Gli esami specifici che si vanno ad effettuare sono la valutazione della presenza di anticorpi IgA totali, di anticorpi anti-transglutamminasi IgA (o IgG nel caso di scarso titolo di IgA totali) per escludere la possibile diagnosi di celiachia, e di anticorpi anti gliadina IgA e IgG per rilevare la possibile presenza di Gluten Sensitivity.

Trattamento

login telenutrizioneL’unico trattamento efficace ad oggi conosciuto per alleviare o migliorare i sintomi di questa sensibilità consiste nel seguire un protocollo dietetico che induce remissione della sensibilità al glutine.

Un’alimentazione corretta, oltre a far regredire i sintomi in tempi rapidi (già nel primo mese si assiste alla regressione della sintomatologia), previene lo sviluppo di altre allergie o sensibilità e soprattutto il possibile instaurarsi della vera e propria malattia celiaca.

NatrixLab, che insieme alla diagnostica ha individuato percorsi per il recupero delle tolleranze alimentari, ha messo a punto protocolli ormai ampiamente collaudati, che si basano sulla necessità di cancellare la memoria immunologica del nostro organismo e riprogrammarla.

A beneficio di farmacie, laboratori di analisi, nutrizionisti, NatrixLab mette a disposizione Telenutrizione®: una piattaforma telematica da offrire ai pazienti per seguire, in contatto diretto con una equipe medica, specifici protocolli alimentari, fra i quali la dieta per il recupero della tolleranza al glutine.

Grazie a Telenutrizione® sono sufficienti un PC e una connessione internet per essere accompagnati passo passo attraverso il percorso, con la possibilità di compilare il proprio diario alimentare, evitare errori e tenere sotto controllo l’andamento della terapia, ricorrendo, ove necessario, al consulto diretto col medico.

Informazioni e approfondimenti

Per avere informazioni sul Gluten Sensitivity & Celiac Test, contatta NatrixLab all’indirizzo email info@natrixlab.it, oppure chiama lo 0522 514537.