Intestino sano con l’esame del Microbiota Intestinale

Alterazione della flora batterica intestinale

Sono miliardi gli organismi che popolano il nostro intestino. Stiamo parlando di un’area che ha un’estensione di circa 300 metri quadrati e che, nel corso di una vita, viene attraversata da circa 30 tonnellate di cibo e 50 mila litri di liquidi. Numeri che danno la dimensione dell’importanza del microbiota intestinale sul nostro stato di salute.

foto microbiota intestinaleL’insieme della popolazione di microrganismi, soprattutto batteri, che colonizza il nostro apparato digerente costituisce la cosiddetta flora batterica intestinale, oggi chiamata anche microbiota intestinale. All’interno del microbiota intestinale si concentra circa il 70% del nostro sistema immunitario ed esso svolge una miriade di funzioni vitali, prima fra tutte quella appunto di agire come barriera difensiva, creando un ambiente inospitale agli agenti patogeni, modificando il pH intestinale e riducendo i substrati che favoriscono la proliferazione di questi batteri nocivi. Questi batteri, di cui si contano 500 specie differenti, si possono dividere in “buoni” (non patogeni) e nocivi (patogeni). Nell’intestino le specie buone sono prevalenti e ne assicurano l’equilibrio nonostante la presenza di quelle nocive. Questo stato di equilibrio prende il nome di eubiosi, letteralmente “benefico per l’organismo”, mentre per disbiosi si intende un’alterazione della flora batterica intestinale dovuta a un aumento indisturbato dei ceppi patogeni e a una diminuzione di quelli salutari.

Quali sono i sintomi della disbiosi intestinale?

Ecco un breve elenco dei “campanelli d’allarme” utili a riconoscere la disbiosi intestinale:

  • Stitichezza
  • Diarrea
  • Gonfiore o dolore addominale
  • Reflusso gastroesofageo
  • Aria e ed eccessiva produzione di gas intestinali
  • Presenza di muco nelle feci
  • Infezioni genitali ricorrenti come la candidosi vaginale
  • Prurito e sfoghi della pelle come acne, psoriasi, rosacea
  • Carenze nutritive soprattutto di vitamine e minerali
  • Intolleranze alimentari
  • Aumentata suscettibilità ad infezioni e allergie
  • Malattie autoimmuni (Artrite reumatoide, Tiroidite di Hashimoto, Celiachia, Diabete tipo 1…)
  • Stress cronico
  • Scarsa concentrazione e malessere generale senza apparente motivo
  • Disturbi del sonno e cambiamenti dell’umore
  • Ridotta efficienza fisica

Nel caso si avvertano alcuni dei sintomi sopra citati è importante non trascurarli ma fare una verifica dello stato di salute del proprio benessere intestinale. Il test Inflora Scan risponde a questa esigenza.

Inflora Scan: il test del microbiota intestinale per il tuo benessere

campagna test microbiota intestinaleL’Inflora Scan consente di indagare lo stato di salute dell’intestino attraverso la valutazione di:

  • Equilibrio del microbiota intestinale attraverso l’analisi microbiologica delle feci
  • Infiammazioni intestinali: attraverso il marker della Calprotectina
  • Capacità digestiva per sapere in quale funzione del processo vi siano eventuali alterazioni e avere un’idea precisa di come intervenire in caso di disturbi digestivi.
  • Permeabilità intestinale per indagare se la parete dell’intestino ha subito danni ripetuti nel tempo che non le consentono di riuscire più né ad assorbire propriamente i nutrienti né a trattenere al suo interno le varie sostanze tossiche.
  • Presenza di parassiti per capire vi siano parassiti intestinali che impediscono il corretto assorbimento dei nutrienti e smaltimento delle tossine ed infezioni gravi che possono causare una occlusione intestinale.

L’esame del microbiota intestinale viene eseguito su campioni di feci e urine e i referti presentano, oltre ai risultati analitici, anche un’accurata e sicura interpretazione medica con i consigli alimentari e un protocollo specifico di riequilibrio della flora batterica da seguire. Vengono invece rimandate al medico curante le decisioni terapeutiche.

Allergie e intolleranze alimentari: è tempo di fare chiarezza!

Cosa sono le allergie e intolleranze alimentari? C’è differenza? Come riconoscere i sintomi? Quali sono i test da fare per capire se si è allergici o intolleranti a uno specifico alimento? In questo articolo proveremo a fare un po’ di chiarezza. In un mondo popolato da opinionisti di ogni cosa, è importante risolvere i sempre più frequenti dubbi che regnano in campo alimentare attorno ai concetti di allergie e intolleranze alimentari.

Differenza fra allergie e intolleranze alimentari: Scopriamo le differenze!

Nonostante la crescente diffusione, c’è ancora molta confusione fra il concetto di ‘allergia’ e quello di ‘intolleranza alimentare’: in realtà si tratta di due disturbi nettamente distinti sia per quanto riguarda la sintomatologia, sia per quanto riguarda il meccanismo d’azione e la relativa diagnostica; vediamole nel dettaglio.

Allergie e intolleranze alimentari fanno parte di un vasto gruppo di disturbi definiti come ‘reazioni avverse al cibo’, i cui sintomi sono scatenati dall’ingestione di uno o più alimenti.

È possibile distinguere tra due tipi di reazioni avverse al cibo: tossiche o non tossiche. Mentre le prime sono legate soprattutto a intossicazioni alimentari o alla presenza di microorganismi patogeni che si sviluppano a seguito di una errata produzione o conservazione, le ultime dipendono dalla suscettibilità dell’individuo e si dividono in reazioni immunomediate e reazioni non immunomediate.

Tra le reazioni non immunomediate troviamo le intolleranze enzimatiche, conseguenza di difetti congeniti che impediscono di metabolizzare alcune sostanze presenti nell’organismo, come avviene ad esempio per la lattasi nell’intolleranza al lattosio (diagnosticabile con il Breath test), o per le reazioni legate alla celiachia (intolleranza permanente al glutine), la cui diagnosi viene effettuata in maniera predittiva con la ricerca nel sangue di anticorpi anti gliadina, anti endomisio e anti transglutaminasi, ma la cui diagnosi definitiva deve necessariamente avvenire attraverso una biopsia intestinale, che permette di valutare le tipiche alterazioni della malattia a livello della membrana intestinale.

Nelle reazioni invece immunomediate è doveroso effettuare un’ultima distinzione che consiste nelle reazioni IgE mediate (allergie) e quelle non IgE mediate (erroneamente dette ‘intolleranze alimentari’) in cui il carattere diagnostico distintivo è rappresentato dalla ricerca di reazioni immunomediate, cioè modulate dal nostro sistema immunitario.

La principale differenza tra allergie e intolleranze alimentari sta nel fatto che nelle prime si ha un’ipersensibilità di tipo I, mediata dalle IgE, mentre nelle seconde abbiamo un’ipersensbilità di tipo III IgG mediata.

Un’ulteriore differenza consiste nel fatto che le allergie sono reazioni immediate, non dose dipendente e la sintomatologia si presenta in acuto, con dei sintomi che possono essere spesso eclatanti come rossore, edema, secrezione di muco e in alcuni casi broncocostrizione e laringospasmo.

Al contrario, le ‘intolleranze alimentari’ sono reazioni ritardate, dose dipendente e per questo i sintomi possono comparire dopo un certo periodo di tempo dal consumo dell’alimento responsabile.

Anche la sintomatologia è completamente diversa in quanto ha un carattere più cronico: oltre a stanchezza cronica, sonnolenza, ritenzione idrica, aumento della sudorazione, linfoadenopatia tonsillare, obesità possono colpire differenti apparati, oltre al gastro-enterico:

  • Apparato cutaneo (orticaria, acne, eczema, dermatite)
  • Sistema nervoso (cefalea, emicrania, alterazione dell’equilibrio, ansia, depressione, irritabilità, torpore mentale, scarsa memoria, difficoltà di concentrazione)
  • Apparato uro-genitale (infiammazioni uro-genitali)
  • Sistema muscolo-articolare (crampi, spasmi, debolezza muscolare, dolori articolari e muscolari, infiammazioni muscolo-tendinee)

I test per le allergie e intolleranze alimentari

Test intolleranze alimentari

Campagna test allergie e intolleranze alimentariMentre ad oggi, mancano dati scientifici che validino test finora molto conosciuti quali il Cytotest o il Vegatest, il Dria o altri sistemi che commercialmente hanno spopolato nel corso di questi anni, la ricerca scientifica e gli studi prodotti nel campo hanno evidenziato invece una buona attendibilità per la ricerca delle immunoglobuline IgG nei confronti degli alimenti, con risultati clinicamente significativi, tenendo conto anche che le IgG hanno un’elevata emivita e rappresentano circa il 75% del pool delle immunoglobuline del siero totale. Il dosaggio di questi anticorpi viene effettuato attraverso un prelievo di sangue venoso o capillare e il risultato ottenuto con la metodica standardizzata ELISA offre inoltre un alto grado di ripetibilità (> 90%).

A questo proposito Natrix ha ideato il “Food Intolerance Test” (test per intolleranze alimentari, abbreviato F.I.T.), che, come dicevamo prima, utilizza la metodica standardizzata ELISA, che offre un alto grado di ripetibilità, per misurare i livelli sierici di IgG specifici nei confronti delle frazioni proteiche degli alimenti, eseguibile con un prelievo di sangue venoso o capillare.

Il test può valutare fino a 184 alimenti, e permette di costruire un successivo protocollo nutrizionale per il recupero della tolleranza.

Infatti, mentre le allergie non vanno incontro ad un processo di guarigione, per le intolleranze alimentari è possibile tornare ad una remissione dei sintomi e delle alterazioni, grazie ad un percorso nutrizionale personalizzato.

Test allergie alimentari e respiratorie

Campagna test allergie e intolleranze alimentariA proposito delle allergie invece, Natrix ha ideato i Profili Aller, che sono test semi-quantitativi in vitro che permettono di rilevare nel sangue la presenza di anticorpi di ­classe IgE, specifici per ogni singolo allergene (IgE). Anche per questi test basta un semplice prelievo capillare oppure venoso.

I profili Aller si dividono in 6 pannellature a seconda degli allergeni testati:

Aller I 30 (30 allergeni inalanti), Aller A 33 (33 allergeni alimentari), Aller M.I.A. 33 (33 allergeni misti alimentari e inalanti), Aller M.I.A. 54 (54 allergeni misti alimentari e inalanti), Aller I.A. 63 (63 allergeni misti alimentari e inalanti), Aller M.I.A.P. 27 (27 allergeni misti alimentari e inalanti in chiave pediatrica).

Bibliografia

  • Atkinson W, Sheldon TA, Shaart N, Whorwell PJ. Food elimination based on IgG antibodies in irritable bowel syndrome: a randomised controlled trial, Gut. 2004; 53(10): 1459-1464.
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  • Vance GH, Thornton CA, Bryant TN, Warner JA, Worner JO. Ovalbumin-specific IgG and subclass response through the first 5 years in relation to duration of egg sensitization and the development of asthma. Clinical experimental Allergy. 2004; 34: 1542-1549.
  • Zuo XL, Li YQ, LiWJ, Guo YT, Lu XF, Li JM, Desmond PV. Alteration of food allergen-spegific serum immunoglobulins G and E antibodies in patients with irritable bowel syndrome and functional dyspepsia. Clin. Exp. Allergy. 2007; 37(6): 823-830.
  • Wilders-Truschnig M, Mangge H, Lieners C, Gruber H, Mayer C, März W. IgG antibodies against food antigens are correlated with inflammation and intima media thickness in obese juveniles. Exp. Clin. Endocrinol. Diabetes. 2008; 116(4): 241-245.
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    2. Boullay ME, Boulet LP. The relationships between atopy, rhinitis and asthma: pathophysiological
    considerations. Curr Opin Allergy Clin Immunol 3 (2003) 51-55.
    3. Caballero T, Martin-Esteban M. Association between pollen hypersensitivity and edible vegetable
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    4. Eigenmann PA, Calza AM. Diagnosis of IgE-mediated food allergy among Swiss children with
    atopic dermatitis. Pediatr Allergy Immunol 11 (2000) 95-100.

Fai fatica a dimagrire? Hai mai pensato a una questione ormonale?

Il concetto di ‘dieta’ è più vasto rispetto a quello comunemente diffuso, che gli attribuisce il significato di ‘regime alimentare’. ‘Dieta’ significa, nell’accezione originaria, ‘modo di vivere’, e comprende non solo il regime alimentare ma anche lo stile di vita.

Da questo punto di vista, il processo di dimagrimento non è solo il risultato di una diminuzione delle calorie assunte mediante l’alimentazione, ma della risposta globale dell’organismo agli stimoli, e in questo gli ormoni giocano un ruolo chiave.

A partire dalla leptina, che regola il senso di fame e di sazietà, per arrivare al cortisolo, l’ormone dello stress, nonché al ciclo di insulina e glucagone: un equilibrio delicato, che occorre testare prima di intraprendere un regime alimentare improntato a privazioni e rinunce.

Nel video, anche mediante la spiegazione del referto, si mostra come il Profilo Ormonale Dimagrimento di NatrixLab sia lo strumento più indicato a rilevare l’equilibrio fra gli ormoni che governano il processo di dimagrimento, al fine di prendere le decisioni conseguenti in termini di alimentazione, integrazione e stile di vita.

Regala salute: una nuova idea di dono, con il 20% di sconto a Natale!

NatrixLab ti offre la possibilità di prenderti cura dei tuoi cari mediante un gesto di affetto all’insegna del benessere e della prevenzione: abbiamo voluto chiamarlo Regala Salute.
Grazie a questa iniziativa potrai andare presso il centro Natrix più vicino a casa tua e regalare a chi vuoi uno dei test NatrixLab oppure una consulenza nutrizionale.

Come funziona Regala Salute?

Il funzionamento di Regala Salute è molto semplice, eccolo spiegato in pochi punti:

  1. Vai presso il centro Natrix più vicino a te
  2. Indica quale test o quale protocollo nutrizionale desideri regalare
  3. Lascia i tuoi dati e corrispondi l’importo del servizio
  4. Ti verrà consegnata una confezione con all’interno il voucher che consegnerai alla persona alla quale intendi fare il regalo
  5. Per usufruire del regalo è necessario andare presso lo stesso centro convenzionato e consegnare il voucher entro quattro mesi dalla data di emissione.

Dove acquistarlo?

Per usufruire di Regala Salute clicca sul bottone qui sotto: verrai indirizzato a un modulo di richiesta informazioni nel quale dovrai inserire i tuoi dati e indicare il servizio, ti indicheremo il Centro NatrixLab più vicino!

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Lo stress ossidativo: se lo conosci lo eviti!

Nel nostro organismo c’è un delicato equilibrio fra produzione endogena ed esogena di radicali liberi e il loro smaltimento: lo stress ossidativo consiste nella rottura di questo equilibrio, con una produzione eccessiva di radicali liberi non bilanciata dal potere antiossidante, ovvero dalla capacità di smaltirli.

I radicali liberi, cause dello stress ossidativo, sono atomi o raggruppamenti di atomi in grado di reagire con qualsiasi molecola di cui è costituita una cellula, con conseguenze spesso disastrose: alterazioni funzionali, alterazioni strutturali, morte cellulare.

Il danno è dovuto al fatto che i radicali liberi sono agenti molto “avidi di elettroni” e si stabilizzano, perdendo la potenziale lesività, solo quando riescono a strappare tali particelle dalle molecole con cui vengono a contatto, esplicando in tal modo la loro azione ossidante.

Quali sono i fattori che possono generare una produzione eccessiva di radicali liberi, e quindi ingenerare stress ossidativo? Come fare per quantificare lo stress ossidativo, e contrastare i suoi effetti mediante il giusto apporto di antiossidanti?

In questo video lo spieghiamo.

Invecchiamento precoce della pelle: che c’entrano gli acidi grassi?

Lo stato di salute della pelle rispecchia quello del nostro organismo, e mai come in questo caso, un modo di dire comunemente diffuso ha un fondo di verità.
Per contrastare l’invecchiamento precoce della pelle è essenziale, oltre che astenersi da fattori di rischio come l’eccessiva esposizione ai raggi UV o come il fumo di sigaretta, individuare una corretta alimentazione, soprattutto per quanto riguarda l’equilibrio degli acidi grassi delle membrane cellulari.

Infatti, così come le proteine sono i mattoni che compongono i muscoli, gli acidi grassi sono i mattoni che compongono la membrana cellulare, e il loro giusto equilibrio è fondamentale per il corretto funzionamento delle nostre cellule, incluse quelle della pelle: basti pensare che in certi casi gli acidi grassi vanno a costituire sino il 70% delle membrane cellulari.

Avere sempre la pelle secca, ad esempio, potrebbe derivare da una carenza di acidi grassi essenziali, carenza che potrebbe vanificare gli effetti dell’utilizzo di creme idratanti, e la stessa cosa vale per la pelle opaca o che inizia a mostrare le prime rughe: soprattutto in periodi come questo, nel quale, insieme alla prima abbronzatura, ci si espone al rischio di invecchiamento precoce della pelle.

Il Cell Skin Profile, oltre ad analizzare i radicali liberi e il potere antiossidante dell’organismo, va ad indagare la composizione della membrana dei globuli rossi per stabilire se quantità e qualità degli acidi grassi sono in equilibrio, e di conseguenza la nostra pelle gode di buona salute: in questo video spieghiamo come funziona e perché sarebbe opportuno eseguirlo.

Natrix raccoglie le sfide del self care a Cosmofarma 2017

Il ‘super paziente’: mostro da gestire o opportunità da cogliere?

C’è una creatura teorizzata da tempo nei libri di healthcare marketing, che entra con sempre maggiore frequenza in farmacia, e che a Cosmofarma 2017 è stata oggetto di studio e analisi: il ‘super paziente’.

Tracciamone un identikit, per riconoscerlo al volo al di là del bancone: cerca in internet informazioni sulla salute, decide autonomamente il trattamento, ha una scarsa aderenza alla terapia perché si illude di essere sufficientemente informato e se la aggiusta da sé.

Dal convegno ‘Le sfide del self care: innovazione, empowerment responsabile, supporto alla sostenibilità del sistema sanitario‘, fra le altre cose è emerso che:

  • La salute è al primo posto fra i 10 argomenti più ricercati sul web, e sono 8,4 milioni gli italiani che usano le tecnologie mobile per cercare informazioni;
  • Il 69% dei pazienti decide autonomamente il proprio trattamento;
  • L’aderenza media alla terapia è del 45,8%.

In sostanza, su 10 persone che entrano in farmacia, 7 sono seguaci del ‘ghe pensi mi in fatto di salute, e data la scarsa fiducia nel Servizio Sanitario Nazionale (gli italiani che si fidano del SSN sono il 17,3%), con buona probabilità abbiamo di fronte una persona che si è già fatta un’idea propria barcamenandosi fra fonti quasi mai affidabili.

Come comportarsi di fronte a persone che, sulla scorta di un complottismo diffuso, tendono a fidarsi poco di professionisti che, in ogni ramo dello scibile umano compresa la salute, potrebbero essere emissari di poteri più o meno occulti, quando non ingranaggi di macchine con l’unico scopo di lucrare sulla buona fede dei cittadini?

Hai voglia di fare la differenza? Fornisci risposte autorevoli con i test di laboratorio!

diagnostica_kitIl ciclo di acquisto di un cliente che entra in farmacia è composto da varie fasi, di cui la prima è l’ispirazione: in base alle informazioni che sono state acquisite su internet, sui mezzi di comunicazione di massa, o tramite il passaparola, si entra in farmacia con l’idea di aver bisogno una serie di rimedi per risolvere un determinato disturbo.

Il ruolo chiave del farmacista, a questo punto, è esplicare la propria competenza e professionalità nell’accompagnare il cliente lungo le fasi successive, che sono la formazione e il paragone.

In sintesi: il farmacista spiega al cliente l’azione del rimedio, e in base alla relazione che riesce a instaurare nel vincere la sua iniziale diffidenza e nell’ascoltarne i reali bisogni (perché siamo consapevoli della differenza fra domanda e bisogno, vero?), lo guida nella scelta del prodotto più appropriato.

È proprio in questa fase del processo che entra in scena la diagnostica: i test diagnostici di laboratorio sono lo strumento definitivo a disposizione del farmacista per acquisire autorevolezza e differenziarsi dalle altre fonti di informazione, nella misura in cui vanno a quantificare con i crismi della scientificità eventuali squilibri o carenze.

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Esempio: alla signora che chiede alimenti senza glutine perché ritiene che la facciano ingrassare e le arrechino disturbi, perché non consigliare un test per la sensibilità al glutine non celiaca, in modo da capire esattamente di quale natura sia il disturbo, quantificarlo, e individuare il corretto regime alimentare?

Altro esempio: allo sportivo che ritiene necessario assumere opercoli di Omega-3 senza sapere bene il perché, non si potrebbe consigliare un test lipidomico, che vada a misurare gli acidi grassi delle membrane cellulari allo scopo di capire di quale integratore abbia effettivamente bisogno?

Lasciamo al lettore applicare tale chiave di lettura alla numerosa casistica del proprio bagaglio di esperienza: ciò che a noi importa, qui, è sottolineare il fatto che la diagnostica apre notevoli opportunità ai professionisti della salute, ed è la chiave per valorizzare il ruolo del farmacista di fronte a una clientela diffidente e disorientata, quando non supponente.

Insomma: col ‘super paziente’, volenti o nolenti, tocca fare amicizia.

Non hai visto il nostro stand? Mettiti comodo, te lo raccontiamo.

A Cosmofarma 2017, nel proprio stand di 64 metri quadrati, Natrix ha voluto ricreare una farmacia, per mettere in scena, rappresentandolo, il ruolo della diagnostica nel lavoro quotidiano del farmacista.

Al centro il bancone; i tre lati aperti per invitare il visitatore a camminare fra scaffali dedicati alla salute della pelle, agli integratori per sportivi, ai probiotici, e così via.

Su ogni scaffale, fra scatole bianche di cartone a simboleggiare i prodotti normalmente presenti sui ripiani, i kit di prelievo Natrix correlati ai rimedi in vendita: il kit Anti Age a fianco dei prodotti dermocosmetici, quello di Biochimica Clinica a fianco dei prodotti per sportivi o per quelli inerenti alla salute cardiovascolare, quello del Benessere Intestinale in corrispondenza di integratori e probiotici, e così via.

Presenza ormai irrinunciabile in farmacia, è stato ricreato anche l’angolo per le consulenze nutrizionali, con le vetrinette con strumenti innovativi quali activity tracker, bilance impedenziometriche, smartwatch. Facendo infatti seguire al test diagnostico la consulenza nutrizionale, grazie a Natrix il farmacista può accreditarsi come soggetto titolato a prendersi cura della salute della propria clientela.

Nell’unico lato chiuso abbiamo voluto ricreare un’ideale vetrina della farmacia dei servizi: al centro un pannello retroilluminato con tutti i servizi che si potrebbero proporre in farmacia grazie alla collaborazione con Natrix, ai lati vetrine con in bella mostra il materiale di merchandising a disposizione dei nostri clienti.

In fiera abbiamo messo in scena cosa possa fare la diagnostica per la farmacia dei servizi: non hai avuto la possibilità di venirci a trovare?

Contattaci, te lo spieghiamo!

Grazie a Natrix, la farmacia si evolve a Cosmofarma 2017

Bisogni dei pazienti e punti di forza della farmacia

L’approccio alla salute di un numero sempre maggiore di persone sta cambiando: oggi non si ricorre più alla cura (e anche alla farmacia) solo quando si manifestano i disturbi, ma ci si focalizza sulla prevenzione, affiancando al tradizionale approccio del ‘recupero della salute’ quello del ‘mantenimento del benessere’.

In questo contesto la farmacia, se da un lato deve affrontare la sfida della concorrenza con nuovi canali di vendita, dall’altro ha l’opportunità di valorizzare il proprio ruolo di primo presidio sanitario affidabile e accessibile nel soddisfare i bisogni del paziente di oggi.

La presenza di Natrix a Cosmofarma 2017 ha l’obiettivo di spiegare  come valorizzare, grazie ai servizi diagnostici, i punti di forza della farmacia, ovvero:

  • Distribuzione capillare su tutto il territorio nazionale;
  • Nessuna attesa o prenotazione;
  • Professionalità e preparazione;
  • Fiducia e familiarità.

Grazie alla diagnostica Natrix, non solo farmaci ma servizi e consulenze!

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Grazie ai test diagnostici di laboratorio, il farmacista ha la possibilità di aprire un dialogo con la propria clientela e accreditarsi come consulente della salute. In particolare, un servizio diagnostico:

  • Apre il dialogo con i pazienti;
  • È propedeutico a suggerimenti e rimedi;
  • È ricorrente;
  • Innesca il passaparola;
  • È la via per capire le cause di piccoli disturbi ricorrenti;
  • Produce una forte soddisfazione e fidelizza i pazienti.

Presso lo stand Natrix, sarà possibile approfondire le sei famiglie di test diagnostici, capirne le prerogative, e scoprire come proporli in modo efficace alla clientela: è possibile prenotare un appuntamento mediante questo modulo.

 

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Malattie cardiovascolari e prevenzione

Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte e disabilità nelle moderne società occidentali; in particolare, in Italia sono colpite da un attacco cardiaco circa 160.000 persone all’anno.

I fattori di rischio delle malattie cardiovascolari si suddividono in modificabili e non modificabili: i primi sono ridimensionabili grazie a mutamenti nello stile di vita o a terapie farmacologiche, i secondi invece no.

I fattori di rischio modificabili sono:

  • Fumo: la nicotina accelera il battito cardiaco, mentre il monossido di carbonio diminuisce la quantità di ossigeno nel sangue, inducendo un aumento di radicali liberi che vanno ad alimentare lo stress ossidativo velocizzando il processo arteriosclerotico;
  • Stili alimentari scorretti: una dieta sbilanciata con un eccessivo apporto di grassi saturi determina un aumento delle concentrazioni plasmatiche delle lipoproteine LDL, che sono alla base della genesi della placca aterosclerotica;
  • Pressione arteriosa: la pressione alta costringe il muscolo cardiaco a un superlavoro e favorisce la formazione di placche arteriosclerotiche sulle pareti delle arterie;
  • Colesterolemia totale: il colesterolo eccessivo aumenta il rischio che si depositi sulle pareti delle arterie;
  • HDL – Colesterolemia: si tratta di una lipoproteina ad alta densità utile per rimuovere il colesterolo in eccesso. Minore è la sua quantità, maggiore è il rischio cardiovascolare;
  • Diabete: favorisce l’arteriosclerosi perché contribuisce all’irrigidimento dell’endotelio vasale delle arterie, e promuove processi ossidativi incrementando il rischio cardiovascolare;
  • Sovrappeso e obesità: l’eccesso di peso aumenta il rischio di ipertensione, ipercolesterolemia e diabete, fattori di rischio per malattie cardiovascolari e ictus;
  • Sedentarietà: l’attività fisica riduce il grasso corporeo, permette un buon controllo della glicemia, aumenta la sensibilità all’insulina, abbassa il colesterolo ‘cattivo’ e aumenta quello ‘buono’.

I fattori di rischio non modificabili invece sono:

  • Sesso: nella donna il rischio di malattie cardiovascolari aumenta sensibilmente dopo la menopausa;
  • Ereditarietà: parenti con dislipidemia, o con eventi cardiovascolari prima dei 60 anni;
  • Età: il rischio aumenta progressivamente con il passare degli anni.

Se si considera che da un lato le malattie cardiovascolari sono asintomatiche e si instaurano all’improvviso, e dall’altro che i fattori modificabili sui quali agire per ridurre il rischio sono molteplici, appare chiaro come la prevenzione sia l’arma vincente contro tali patologie.

A questo proposito, il Cardio Wellness Test, che fornisce una serie di indicazioni sullo stato di salute cardiovascolare, esprime anche l’Indice di Rischio Cardiovascolare Assoluto, ovvero la possibilità di ammalarsi di un primo evento cardiovascolare maggiore nei successivi 10 anni.

Consulenze nutrizionali: la telemedicina applicata alla nutrizione.

La nostra società ha un rapporto controverso con l’alimentazione: dopo secoli di problemi legati a carestie e scarsa disponibilità, oggi la sovrabbondanza di cibo e la grande diffusione di alimenti industriali è fonte di disturbi come intolleranze alimentari, sovrappeso e obesità.

E come in epoche passate, per sconfiggere la carestia, si compivano riti propiziatori, oggi per superare la prova costume ci si affida a diete last minute che promettono miracoli, oppure si ricorre al fai da te per eliminare quegli alimenti che (probabilmente) scatenano reazioni avverse.

Nel video si promuove un concetto di dieta che non include unicamente l’alimentazione, ma lo stile di vita inteso in accezione onnicomprensiva: “non abbiamo bisogno di nuove diete, ma di nuove abitudini alimentari”, perché andiamo a proporre un servizio innovativo di educazione alla corretta alimentazione, in diretto contatto con lo specialista della nutrizione.

Guarda il video e scopri cos’è Telenutrizione!